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In questa sezione sono raccolte le domande più frequenti arrivate dalla rete. Non tutte le domande hanno una risposta collegata, in quanto molte di esse sono sopraggiunte dalla rete durante il mio Viaggio. Le risposte sono frutto dell'esperienza personale del mio compagno e dei suoi amici, ma in mare non si finisce mai di imparare, e spesso si sbaglia. Se non sei d'accordo, o vorresti comunque fare delle precisazioni, scrivimi. Le tue considerazioni saranno pubblicate.
Aggiornato il: 23-03-06
Perché una barca in acciaio?Nelle diatribe da banchina si sentono spesso concitati ragionamenti su quale sia il miglior materiale di costruzione per una barca. In realtà ciascuno dovrebbe scegliere la sua barca a vela in base alle proprie esigenze e necessità di utilizzo. Quando con la mia compagna decidemmo di comprare la nostra seconda barca a vela, davanti ad una bella frittura di pesce ci mettemmo a definirne i requisiti fondamentali: 1) possibilità di confronto con qualunque tipo di mare; 2) manutenzione facilmente gestibile anche senza bisogno di attrezzature o conoscenze particolari; 3) budget proporzionato alle nostre possibilità (limitate). Il primo requisito ed il terzo sono purtroppo strettamente legati. Una barca in grado di gestire ogni capriccio del mare, se comprata nuova od anche di seconda mano ma recente, richiede investimenti iniziali non indifferenti. Una barca invece con diversi anni alle spalle, anche se più economica inizialmente, rischia di costringere a spese impreviste che possono "affondare" il bilancio familiare. La barca in acciaio, se preservata negli anni da ruggine e correnti galvaniche, ha una robustezza strutturale di molto superiore a qualunque barca in vetroresina od in legno, anche se nuova. Inoltre la sua manutenzione in esercizio (e qui veniamo al secondo requisito) è meno onerosa di quanto non si creda, e non richiede di essere dei provetti falegnami come per il legno, o dei pazienti chimici come per la vetroresina. Basta saper prendere in mano un rullo per verniciare ed imparare a saldare. Torna all'inizio
Che tipo di bussola monta il Pargher ?Una normale bussola magnetica su di una barca in acciaio è nella maggior parte dei casi totalmente inservibile, a dispetto delle capacità dei migliori tecnici compensatori. Nelle navi, costruite interamente in metallo, vengono impiegate le girobussole, gioielli della tecnologia che non risentono di nessuna influenza magnetica indotta, e danno sempre il nord geografico senza basarsi su nessun sistema satellitare, sfruttando la rotazione della terra grazie ad un complesso sistema di giroscopi. Il costo delle girobussole è comunque ancora proibitivo per il piccolo diportista, ma esistono comunque buoni compromessi. Il Pargher monta una bussola elettronica VDO che funziona splendidamente, e consente di avere la prora bussola uguale a quella magnetica, semplificando di molto le operazioni di carteggio. Il corpo della bussola è più o meno a metà dell'albero lontano da ogni interferenza, ed invia il segnale ad un ripetitore elettronico in pozzetto. Torna all'inizio
Il Pargher non è troppo grande per avere il timone a barra ?I timoni a ruota rispetto ai timoni a barra offrono dei vantaggi. Il timone a ruota solo apparentemente occupa più spazio. Su di una barca delle dimensioni del Pargher, lo stick del timone è piuttosto lungo, e se non si è soli in pozzetto, durante le manovre qualcuno rischia di farsi male. Inoltre un timone a ruota è molto più morbido di un timone a barra, specie se al timone ogni tanto si è sostituiti dalla propria compagna o da un'amica. Ma un timone a barra si apprezza soprattutto in condizioni di navigazione difficili, quando si rende necessario avere la barca che risponde immediatamente ai comandi. Inoltre un timone a barra non ha frenelli od aggeggi idraulici di altro genere, quindi va meno incontro ad avarie. Quindi, per rispondere alla domanda, una barca come il Pargher è governabile anche con il solo timone a barra, ed al solito la scelta della tipologia di timone dipende da quelle che sono le scelte individuali, condizionate dalla tipologia di navigazione che si vuole affrontare. Torna all'inizio
La manutenzione di una barca in acciaio è più costosa rispetto a quella di una barca in vetroresina ?Il commerciale di un famoso cantiere navale, a chi chiedesse se le sue imbarcazioni in vetroresina fossero garantite contro l'osmosi (parliamo di barche a vela nuove, dai 350.000 € in su), rispondeva che la garanzia era di 5 anni, a patto che le barche venissero trattate con il criterio del buon padre di famiglia, tenendole a secco almeno sei mesi l'anno. Un trattamento antiosmosi, assumendo che sia efficace e che quindi sia fatto da un cantiere affidabile, costa circa 500 € al metro lineare. Il Pargher costa più o meno 600 € l'anno di materiale ed un po' di olio di gomito. Giudichi chi abbia avuto esperienza con entrambi i materiali. Torna all'inizio
A chi rivolgersi per l'analisi degli spessori delle lamiere ?Per l'analisi dei spessori ci si può rivolgere sia a dei cantieri che a degli specialisti...che non si trovano mai! I cantieri raramente hanno strumenti di questo genere, in quanto le imbarcazioni in acciaio sono piuttosto rare, e gli specialisti, ammesso che se ne trovino, non sempre sono disinteressati. La misura degli spessori infatti viene generalmente effettuata al momento dell'acquisto dell'imbarcazione, e spesso chi effettua la perizia è troppo coinvolto con il broker. Se si è proprietari di un'imbarcazione di una certa dimensione, comprare l'apparecchio per la misurazione degli spessori non è un'idea fuori di testa (costa meno di un radar). E' da sfatare il mito per cui un misuratore di spessori sia utile solamente per le imbarcazioni in acciaio. Il miracoloso aggeggio funziona ad ultrasuoni, ed è in grado di misurare sia metalli diversi dall'acciaio che legno, plastica e vetroresina. Il fenomeno della delaminazione, frequente nelle barche in vetroresina, può essere tranquillamente misurato, e l'analisi ad ultrasuoni è particolarmente utile anche per capire quanto l'osmosi possa avere intaccato lo scafo della vostra amata. Il Pargher ha in dotazione uno spessimetro ad ultrasuoni della NDT di Concorezzo (MI). Il modello scelto è lo spessimetro più economico della gamma che prevede per la misurazione la "pulizia" preliminare della superfice da analizzare dai vari strati di vernice. Per un'analisi accurata conviene, una volta tirata a secco la barca, zebrare l'opera viva in sezioni di 20 cm2 circa. Tanto più piccola è l'area della sezione, tanto più precisa sarà la misurazione. All'interno di ciascuna sezione deve essere portato a vivo il metallo (circa 1 cm2) per poter applicare la sonda a contatto, dopo aver cosparso la superficie di gel. Il gel viene dato in dotazione con l'apparecchio, ma potrebbe essere sostituito egregiamente da un banalissimo gel per capelli. Nel caso in cui, a fronte di uno spessore previsto di 5mm, la misurazione ne riveli 1,5 per esempio, non significa necessariamente che le correnti galvaniche abbiano aggredito pesantemente la lamiera, ma potrebbe invece implicare una criccatura interna dell'acciaio. E' sufficiente effettuare la misurazione dello stesso punto dalla parte opposta della lamiera. Nel caso in cui tu voglia ulteriori informazioni puoi tranquillamente scrivermi, od anche rivolgerti ai gentili e preparati tecnici della NDT. Torna all'inizio
Quanto è importante avere un NAVTEX a bordo ?Il NAVTEX è un semplice ricevitore radio abilitato a captare i messaggi di diverse tipologie (meteo, avvisi ai naviganti, warning di vario genere) dalle varie sxtazioni trasmittenti, operative in tutto il mondo. Sui mercantili il NAVTEX è obbligatorio e stampa i messaggi ricevuti su carta termica, tipo fax, mentre sulle imbarcazioni da diporto la tipologia di NAVTEX piu' frequente è quella con display a cristalli liquidi, che consente di memorizzare una certa quantità di messaggi ed eventualmente di scaricarli su personal computer. Nel viaggio del Pargher su territorio italiano il NAVTEX è stato largamente utilizzato per avere info meteo, dalle varie stazioni italiane (Trieste, Augusta, Cagliari, Roma). I testi trasmessi erano dello stesso formato del Meteomar, ma piu' dettagli secondo la zona di navigazione. Numerosi gli avvisi ai naviganti ricevuti anche di una certa importanza, quali insabbiamenti di porti o malfunzionamenti di fari e mede, oltre a richieste di aiuto, MOB, relitti alla deriva ed imbarcazioni in difficoltà. Spagna e Francia fanno del NAVTEX largo uso per quanto riguarda gli avvisi ai naviganti. Numerose sono infatti le esercitazioni militari (tiro, sommergibili in ispezione, missioni sottomarine), e ci si ritrova spesso al tavolo da carteggio per delimitare graficamente i settori da evitare. L'aspetto meteorologico è invece un po' trascurato, poco usato dalla Francia e quasi per nulla dalla Spagna, se non per segnalazioni di burrasche di particolare intensità. Concludendo il NAVTEX è sicuramente uno strumento del quale a bordo si sente l'esigenza. Quasi tutte le imbarcazioni da diporto inglesi o francesi possiedono un NAVTEX in dotazione. Il NAVTEX va visto come uno dei tanti strumenti necessari per una navigazione sicura. Torna all'inizio
Quanto è di supporto il radar in navigazione ?Il Pargher monta un radar Furuno di 36 miglia di portata, compagno insostituibile di navigazione diurna e notturna. Il radar è stato installato sul Pargher con il solo scopo, inizialmente, di segnalare tramite allarmi acustici la presenza di bersagli (piccole o grandi imbarcazioni, ostacoli in genere) durante la navigazione notturna in solitario. In realtà si è dimostrato utile per molti altri scopi quali:
E' importante nella scelta del radar, per poterne effettuare un utilizzo cosi' esteso, verificare che la potenza del modello scelto sia adeguata alle proprie esigenze. Molti modelli, sicuramente economicamente piu' accessibili, sono in realtà utilizzabili solo in alcune circostanze. Risparmiare su uno strumento come il radar vuol dire purtroppo correre il rischio di lasciarlo quasi sempre spento, perchè inaffidabile nella maggior parte dei casi. Per navigazioni impegnative, siano esse costiere o d'altura, il radar è quindi sicuramente uno strumento importante per la sicurezza a bordo. Se vuoi ulteriori informazioni su come utilizzare il radar per il punto nave consulta la scheda relativa in formato pdf. Torna all'inizio
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