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  1. 01 Agosto 03 : Partenza da Cesenatico
  2. 02 Agosto 03 : Lungo il canale di Rimini
  3. 03 Agosto 03 : Via per Ancona
  4. 04 Agosto 03 : Porto S.Giorgio
  5. 05 Agosto 03 : Prima notturna in solitario
  6. 06 Agosto 03 : Ritorno a S.Domino
  7. 07 Agosto 03 : La Grotta del Sale a S.Domino
  8. 09 Agosto 03 : Burrasca nel Golfo di Manfredonia
  9. 12 Agosto 03 : Di nuovo in mare
  10. 13 Agosto 03 : Giorno e Notte
  11. 14 Agosto 03 : S. Maria di Leuca
  12. 15 Agosto 03 : Partenza per Reggio Calabria

Dal 16 Agosto 03 al 31 Agosto 03

Dal 01 Settembre 03 al 15 Settembre 03

Dal 15 Settembre 03 al 30 Settembre 03

Dal 01 Ottobre 03 al 15 Ottobre 03

Dal 15 Ottobre 03 al 31 Ottobre 03

Dal 01 Novembre 03 al 15 Novembre 03

Dal 15 Novembre 03 al 30 Novembre 03

Aggiornato il: 23-03-06

01 Agosto 03

Sono le 06:30 del mattino. Faccio gli ultimi preparativi prima della partenza. So gią che la navigazione di oggi sarą impegnativa, e sotto la pioggia cerco di organizzarmi per salpare senza troppi problemi.

E' la prima volta che io ed il Pargher ci confrontiamo da soli con gli dei del mare. Il Navtex dava mare molto mosso con appena un forza 5 di vento, residuo delle tempeste di ieri, con venti oltre i 30.

Ma l'importante č partire, e Rimini č vicina. Meglio confrontarsi subito con situazioni difficili lungo una costa conosciuta che in posti ignoti.

Appena uscito dal porto canale, ho subito modo di confrontarmi con un mare grosso ed incrociato, ed un vento da NE disordinato nelle sue raffiche, con medie di 13 14 nodi e picchi improvvisi fino a 30, troppo poco per dare potenza al mio Pargher, non rimane quindi che sorbirsi le onde. Il cielo sembra bollire, ed un sole malato non riesce nemmeno a scaldare l'aria del mattino.

Dopo appena un'ora di navigazione la prima avaria, la cima del rollafiocco del Genoa mi č rimasta in mano. Devo andare a prua per sistemare il problema, legato alle lifeline del Pargher. E' saltato il dado di blocco del rollafiocco, ma Rimini č vicina, e conosco bene la strada per i Cantieri Carlini.

Qui trovo l'accoglienza di sempre. Ormeggio vicino alla gru che gią due volte ha alato il Pargher per i lavori di ristrutturazione. E' bello qui, in mezzo ai pescherecci, alle barche che lavorano, alla gente di mare... 

Domani all'alba vedremo cosa ci riserva l'Adriatico!

 
 
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02 Agosto 03

Sole e mare...ma poco vento ! Il forza 7 da NE si sta attenuando, ma il mare continua a graffiare i flangiflutti del porto canale. I pescherecci approfittano per la manutenzione. Volti severi e sospettosi che si aprono sempre con un sorriso quando si vuole parlare del loro grande amico-nemico.

"Io č dal 91 che lavoro con le cozzare" mi dice l'armatore del peschereccio di fronte " e questo č quanto". Lo guardo con rispetto, lui non puo' permettersi di dire il mare č buono il mare č cattivo.

"Il mare č il mare, adesso vado che la vernice mi tira co' sto' caldo".

Sento la risacca entrare nel canale. La Guardia Costiera dice che domani le onde si appiattiranno, e che il vento sarą piu' costante. Il mio Pargher ha bisogno di vento per tagliare le onde, domani mattina dovrei partire per Ancona, ma se il tempo tiene forse arrivo fino a Porto S.Giorgio.

Ho quasi fretta di partire...ma ho appena conosciuto uno come me che ha mollato tutto per raggiungere gli dei del mare.

"Per dove stai facendo rotta ? Io vado a Cadice!". Lui mi risponde "Vado dove va il vento, lontano, vicino, che importanza ha ?" E' un uomo libero, io sto ancora imparando. 

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03 Agosto 03

Finalmente di nuovo in mare. Appena uscito dal porto devo immergermi per ripulire il log dai denti di cane. Quando si č da soli, anche una cosa banale come un bagno in mare diventa un'azione laboriosa. 

Questa la sequenza: cala l'ancora, controlla che l'ancora non ari, fissa sulla falchetta sia la scaletta di servizio che quella di emergenza, dai volta alle gallocce di poppa una cima da legare al polso, e finalmente in acqua.

Ma naturalmente dimentico che i denti di cane sono taglienti ed infetti, e non mi munisco di un paio di guanti. Paghero' questo errore il giorno dopo, sperimentando i bisturi usa e getta della farmacia di bordo.

Gli dei del mare sono stanchi, lo capisco dal vento (appena 6 nodi) e dall'acqua, cosi' tranquilla da sembrare un velo. Con questo vento il Pargher la scorsa estate ha percorso lunghe tratte a motore. Speriamo che la nuova vela preparata apposta per il mio viaggio, un Gennaker di 98 metri quadrati, dia il meglio di se...

L'effetto del Gennaker č sorprendente (come anche le mie scarse performance nell'issarlo) con 6 soli nodi di vento, il Pargher fila a 4 nodi al traverso!

Il Marina Dorica di Ancona ci accoglierą presto...

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04 Agosto 03

L'arrivo a Porto S.Giorgio č previsto al buio, in tarda serata. E' tempo di prendere confidenza con il radar, anche in previsione della mia prima notturna di domani, Porto S.Giorgo - Termoli.

Il vento ormai si č ridotto a brezza, ed anche con il Gennaker difficilmente si raggiungono i 3 nodi di velocitą. Ma ripenso al mio amico di Rimini, e decido di godermi il viaggiare, senza pensare alla meta da raggiungere...almeno per un po'.

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05 Agosto 03

Oggi č prevista la prima notturna. L'obiettivo č arrivare a Termoli direttamente da Porto S.Giorgio, circa 85 miglia in solitario, si salperą verso le 16:00 da Porto S.Giorgio.

Ieri ed oggi li ho trascorsi a prendere confidenza con il Radar di Bordo, un Furuno 36 miglia, strumento dal quale dipenderą la mia indipendenza notturna di solitario.

Il mare secondo le previsioni sarą tranquillo, č un bene per un'esperienza che sarą come prima volta un po' stressante.

Per la navigazione ho calcolato circa un'ora di veglia ed un'ora di sonno. Il radar prima dell'ora di sonno mi dirą qual'č l'obiettivo piu' vicino, e durante il riposo mi segnalerą con un'allarme acustico l'avvicinarsi improvviso di eventuali nuovi obiettivi. Prima dell'ora di sonno abbassero' la velocitņą della barca a circa 1.5 nodi per magior sicurezza. Il raggio di controllo del radar č impostato a 6 miglia. Ho controllato nel pomeriggio il corretto uso del GAIN per poter individuare bersagli minori anche come piccole imbarcazioni. La navigazione notturna avverrą inoltre ad oltre 12 miglia dalla costa per motivi di ulteriore sicurezza (le barche affondano quasi sempre vicino alla costa od in prossimitą dei porti)

Ultimi preparativi a Porto S.Giorgio. Il piu' impegnativo č stato sicuramente il pranzo nel marina, linguine alla marinara (marinara sul serio, perchč qui il pesce sanno come si cucina), ed un prosecco leggero. Meglio non esagerare...

Chi ha paura del buio ?

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06 Agosto 03

Le mie carte non aggiornatissime dell'Adriatico mi hanno fatto apprezzare ancora di piu' la presenza del radar a bordo. Anche a 15 miglia dalla costa č pieno di piattaforme petrolifere, e verso le 3 del mattino incominciano a vedersi i primi pescherecci. Fra una cosa e l'altra le ore di sonno effettive sono state appena 3, ma molta della mia ansia dipendeva da una scarsa conoscenza dello strumento. Verso le prime ore del mattino la pratica č comunque aumentata, e sono riuscito a recuperare il sonno perduto. 

In mattinata sul canale 16 del VHF sento il Walkirye ringraziare la Capitaneria di Porto di Termoli per il supporto e l'ospitalitą ricevuta. Il Walkirye, goletta in acciaio di 43 tonnellate autocostruita da una famiglia coraggiosa che ha deciso di lasciare tutto per il mare, per sempre (www.walkirye.com).

Ho avuto modo di conoscerli a Ravenna, li contatto con il VHF, ci inconteremo a S.Domino, alle Isole Tremiti.

Il popolo del mare mi apre sempre piu' le sue porte.

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07 Agosto 03

Dicono che nella Grotta del Sale, quando gli uomini adoravano dei pagani, le sirene cantavano la gloria del mare, raccogliendo il sale fra una risacca e l'altra.

L'Amico Sole riscaldava l'acqua sino a farla evaporare dal cielo scoperto della grotta, ed i cristalli di sale erano cosi' puri e perfetti da sembrare gioie. Per questo le sirene staccavano i cristalli di sale dalle rocce, per farne gioielli. Effimeri come il canto, pronti a dissolversi nell'acqua, dopo aver attirato gli ignari marinai.

Una storia inventata ? In fondo tutte le leggende lo sono, storie inventate dall'uomo per distrarsi da se stesso.

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08 Agosto 03

S.Domino mi guarda a poppa, con le sue chiome mediterranee. La sto lasciando per far rotta verso il porto di Trani, circa 78 miglia. Adesso č un bel viaggiare, 6 nodi costanti con il Gennaker, il mare aperto intorno a me. 

Sono quasi le 09:00 di sera, mi preparo per la mia seconda notturna. Come prima cosa ammaino il Gennaker. Le brezze notturne possono arrivare fino a 22-23 nodi, e preferisco di notte non essere troppo invelato. Rimane Randa e Genoa. 

Ore 23, ho lasciato al giardinetto di dritta il faro di Vieste, sto per arrivare all'inizio del Golfo di Manfredonia, mi trovo a circa 8 miglia dalla costa. Il mio istinto mi dice che qualche cosa non va. la pressione č scesa a 1013, eppure nč il Meteomar nč Spalato hanno dato avvisi di pericolo in mare. L'anemometro incomincia a salire sino a 27 nodi. Il genoa viene ammainato completamente, tengo Randa e Trinchetta, velocitą circa 6.5 nodi.

Doppiato il promontorio del Gargano l'anemometro supera i 36 nodi, vento da NW. Un'onda solleva il Pargher e mi bagna completamente, poi si dissolve nel buio.

La nuova trinchetta parzialmente ridotta con il rollafiocco non funziona, sventa. Via trinchetta, un filo di randa e motore per contrastare le onde. Decido, vista la provenienza del vento, di andare sotto costa per ridurre il fetch. Funziona, 40 nodi ma poco mare. Il Pargher fatica a tenere la rotta, decido di rientrare a Vieste. Chiedo il permesso alla Capitaneria di Porto. Permesso accordato.

Entro nel porto dall'entrata di SE, e tengo il faro a dritta come da istruzioni, ma correnti e mare hanno insabbiato il canale, ed il Pargher si traversa al centro. A nulla valgono gli sforzi con il motore per disincagliarmi. Ultima chance, apro completamente il Genoa. Il Pargher si piega con la falchetta in acqua, e la potenza del vento riesce a staccarlo dall'abbraccio viscido del fondo sabbioso.

Entro in porto da NW, e ormeggio alla fonda. Sono le 05:30 del mattino del 09 Agosto, sono 19 ore che non dormo. Mi accendo una sigaretta  e sento il vento fischiare rabbiosamente fra le sartie. Il mare non č nč buono nč cattivo. Esiste.

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12 Agosto 03

Si riparte da Vieste. Dopo la burrasca un'ispezione in coperta ha rilevato alcune avarie alla Randa del Pargher, la piu' rilevante la cima del rollaranda scoppiata ed il bozzello deformato. L'impossibilitą di ammainare od aprire la randa mi costringe ad aspettare Lunedģ per i pezzi di ricambio. Sostituire la cima del rollaranda mi č costato inoltre piu' di cinque ore di lavoro, da qui la decisione di partire solamente oggi.

La tappa successiva pianificata č S. Maria di Leuca, circa 175 miglia di distanza senza fermo, la prima notturna dopo la burrasca per me e la prima notturna per Simona (dopo i miei racconti spaventosi)... 

La mia compagna mi ha infatti raggiunto a Vieste (in realtą l'appuntamento era a Trani), e lascerą me ed il Pargher l'8 settembre, in posizione da definirsi. Intanto le Eolie ci aspettano.

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13 Agosto 03

Gli dei del vento ci hanno dimenticato. Giorrno e notte, notte e giorno, il mare si stende come uno specchio che riflette solamente la propria immagine, immenso ed immerso in profonditą che l'Adriatico non conosce. Il Mar Ionio ci accoglie con un sospettoso e languido abbraccio. Sappiamo che a Nord una pericolosa pertubazione sta scendendo, e siamo costretti a fuggirla con il motore del Pargher a 2000 giri. Intando sul VHF si ascoltano i primi bollettini meteo in greco, e di notte, mercantili e navi passeggeri si contendono le rotte, quasi il mare fosse una stretta autostrada. Notte e giorno...soli nel buio o nel sole.

  

 

Un pescatore ci ha detto, una volta che ci lamentavamo dello scarso vento:" Non chiamate u' vento, chillo viene forte ed arrabbiato, lassatelo venģ, quanno chillo tiene voglia". Ricordo i miei 40 nodi, e guardo tranquillo la chiglia del Pargher penetrare le onde sensuale.

 

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14 Agosto 03

Simona ed io passeggiamo per le strade assolate di S.Maria di Leuca. Ci siamo presi un giorno di riposo. Guardiamo la terra e dil traffico con l'area di estranei spaesati che hanno gią dimenticato le loro radici...o forse le hanno appena ritrovate.

A pranzo, in un piccolo ristorantino gustiamo alcuni piatti locali a base di pesce, e parliamo della nuova rotta da seguire, delle Eolie che ci aspettano, e di come siano selvagge. Poi socchiudiamo gli occhi, compiaciuti. 

Intorno a noi l'architettura delle villette ricorda con i suoi colori e le sue strutture l'influenza saracena. Torniamo in porto adesso, il Pargher ci aspetta

   

 

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15 Agosto 03

200 miglia di navigazione continua fino a Reggio Calabria, l'ultimo approdo per noi prima dello Stretto di Messina.

A Reggio Calabria prenderemo tutte le informazioni necessarie per passare lo stretto. Le acque del Tirreno meridionale settore Est si mescolano infatti rabbiosamente a quelle dello Ionio meridionale, generando delle correnti chiamate "bastarde", che possono raggiungere anche la velocitą di 5 nodi contrari.

Prima di arrivare allo stretto dovremo passare due golfi importanti, il Golfo di Taranto ed il Golfo di Squillace. Il Golfo di Squillace č famoso per essere sempre ventoso con mare agitato, anche quando al largo gli dei del mare sono addormentati.

Fuori da S. Maria di Leuca ci accoglie bonaccia, e non ci resta che accendere il motore. Improvvisiamo con una pompetta elettrica una doccia in pozzetto di acqua di mare per rinfrescarci a vicenda. Il mare sembra dormire, riposarsi dalle sue fatiche abissali, ma dietro ogni piccola onda alzata dalla chiglia del Pargher non posso fare a meno di pensare quanta potenza possa esserci nascosta. "Nessuna barca č mai abbastanza grande per il mare."

Alla fine della serata possiamo dire di aver attraversato il Golfo di Taranto. Una navigazione senza storia, ma non senza fascino. A metą del golfo, la costa era  praticamente invisibile, e sembrava di essere in mare aperto. Le batimetriche indicavano profonditą di oltre 1000 metri . Ho portato con me molti libri da leggere in navigazione, ma l'orizzonte che si fonde con l'acqua riempe le giornate mie e di Simona, e le ore passano senza quasi accorgersene.

Il porto di Ciro' Marina č vicino, senza servizi ma con un buon ridosso. Dopo aver chiesto l'autorizzazione alla Capitaneria di Porto di Crotone, atterriamo senza difficoltą, ed ormeggiamo fra i pescherecci. Sette ore di sonno continuo prima di riprendere la navigazione verso il Golfo di Squillace.

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