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  1. 16 Agosto 03 : Il Golfo di Squillace
  2. 17 Agosto 03 : Reggio Calabria
  3. 18 Agosto 03 : L'uomo del porto
  4. 19 Agosto 03 : Lo Stretto di Messina
  5. 20 Agosto 03 : Pausa a Lipari
  6. 21 Agosto 03 : Navigazione...terrestre
  7. 22 Agosto 03 : In rada a Lipari
  8. 23 Agosto 03 : Piccoli piaceri a Vulcano
  9. 24 Agosto 03 : Filicudi
  10. 25 Agosto 03 : Salina in tempesta
  11. 27 Agosto 03 : La quiete a Salina
  12. 28 Agosto 03 : L'ardente Stromboli
  13. 29 Agosto 03 : Rotta forzata verso Vibo Valentia
  14. 31 Agosto 03 : Un regalo inatteso

Dal 01 Agosto 03 al 15 Agosto 03

Dal 01 Settembre 03 al 15 Settembre 03

Dal 15 Settembre 03 al 30 Settembre 03

Dal 01 Ottobre 03 al 15 Ottobre 03

Dal 15 Ottobre 03 al 31 Ottobre 03

Dal 01 Novembre 03 al 15 Novembre 03

Dal 15 Novembre 03 al 30 Novembre 03

Aggiornato il: 23-03-06

16 Agosto 03

Appena fuori da Ciro' Marina, una brezza da Nord ci fa aprire il Gennaker. Il Pargher tiene una media di 6 nodi di velocità con appena 9 nodi di vento!

Spegnamo il motore, e ci facciamo cullare dal fruscio delle onde sulla chiglia, abbracciati dal mare, senza barche in vista, liberi sotto il sole secondo natura. E' meraviglioso!

Nel primo pomeriggio avvistiamo Capo Rizzuto, l'inizio del golfo di Squillace. Chiamo gli amici del Walkirye che hanno passato il golfo prima di noi.

"Abbiamo deciso di non costeggiarlo per risparmiare tempo, ma a metà, quando ci hai chiamato tu ieri, il mare ci ha sorpreso con onde alte piu' di due metri...."

C'e' una decisione da prendere, se costeggiare il golfo od attraversarlo rischiando. Io e Simona decidiamo insieme, si corre il rischio. Tutto sul Pargher viene rizzato, bloccato il tender in coperta, chiusi i boccaporti ed acceso il motore per passare il Golfo di Squillace il prima possibile. Secondo i miei calcoli dovremmo arrivare a Punta Stilo, la fine del golfo, entro le 10 di sera, evitando cosi' che ai venti da terra del golfo endemici si aggiungano i venti termici raggiungendo velocità da burrasca.

7 nodi di velocità a 2500 giri. Ogni brezza sul mare viene spiata con attenzione, l'anemometro si tiene sui 13, 14 nodi di vento apparente.

Il Golfo di Squillace sebra addormentato, ma dietro il tramonto affogato di sangue non ci scordiamo della nottata passata dai nostri amici del Walkyrie e delle raccomdazioni dei pescatori di costeggiare le sue coste.

Dopo diverse ore di attesa finalmente Punta Stilo. Il Golfo di Squillace è attraversato, e le sue acque ci hanno risparmiato. Fortuna, benevolenza, incoscenza, tutto insieme forse. Gli dei sono ancora con noi.

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17 Agosto 03

Doppiato Capo Spartivento, si incomincia a respirare un'aria diversa. Di fronte a noi le coste della Sicilia si intravvedono come obre montagnose. Il traffico dei mercantili e delle petroliere aumenta. Questi mostri di metallo navigano ad una vicinanza impressionante dalla costa, a testimonianza degli alti fondali.

Il Porto di Reggio Calabria è sempre piu' vicino, è un porto commerciale usato per scali tecnici, prima dello stretto, da Mercantili e traghetti. Il posto giusto per noi!

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18 Agosto 03

Dopo 35 anni per mare, Saverio si definisce l'uomo del porto. Si occupa di tutto, dal rifornimento cambusa all'assistenza tecnica, dalla guida di Reggio Calabria al servizio taxi. L'uomo del porto sa cosa è importante per chi approda dopo diversi giorni passati in mare. Sa che per i suoi clienti trovare in pozzetto la mattina dei cornetti caldi vuol dire assaporare il conforto della terra, il calore del ridosso e della sicurezza. "Solo chi è stato in mare sa di cosa ha bisogno chi torna dal mare." E sorride, il volto scurito dal sole, con gli occhi intelligenti di chi ha fatto del mare un mestiere ed ha saputo vederne le potenzialità, anche e soprattutto in uno scalo tecnico come quello di Reggio. Questo è Saverio Chirico, ben conosciuto nell'ambiente dei marina, sorridente nelle sue foto con Cino Ricci e con altri armatori e proprietari di velieri prestigiosi. Grazie per l'aiuto Saverio, alla prossima e buon vento. 

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19 Agosto 03

Ci prepariamo per passare lo stretto di Messina. Sul portolano si parla di correnti contrarie che possono superare i 5 nodi, di mulinelli e gorghi creati da correnti chiamate "bastarde" che mettono a rischio la navigazione, tanto che è previsto un servizio di traghettatori. Vado alla Capitaneria di porto per richiedere gli orari migliori per poter passare lo stretto, ma in realtà vedo che la Capitaneria ha esattamente quello che ho io, ossia le "Tavole di Marea" dell'Istituto Idrografico della Marina. 

Sembra proprio che mi deba addentrare nei calcoli previsti dalle tabelle... Saverio mi dice "chiste acca' so tutte baggianate, passa u' stretto!", e mi mostra un articolo di un famoso giornalista inglese, Rod Heikell, che crede che in realtà sulle correnti dello stretto ci sia un po' di confusione.

Alla fine mi stufo, mando al diavolo le Tavole di Marea, scaldo i 60 cavalli del Pargher e con Simona ci prepariamo a passare lo stretto, in piena corrente contraria, circa 2,5 nodi di discendente secondo le Tavole, inferiore invece secondo noi..

Appena usciti da Reggio Calabria ci troviamo in una situazione bizzarra, 36/37 nodi di vento a prora ed un mare quasi piatto, un sole splendido e correnti praticamente inesistenti. Troviamo addirittura la voglia per provare la trinchetta, che in precedenza non mi aveva particolarmente entusiasmato per le sue prestazioni, ed in pieno giorno scopriamo le magagne dell'armo, correggendo la posizione dei bozzelli.

Superata Villa S.Giovanni, il vento si calma a regime di bonaccia, e fra Scilla e Cariddi vediamo un piccolo motoscafo pieno di gente a bordo che si tuffa con allegria in mezzo allo Stretto di Messina!

Ormai siamo nel Tirreno meridionale settore est, lo stretto alle nostre spalle e le isole Eolie a prua. La prima tappa che ci aspetta è Lipari, la piu' grande delle isole Eolie, dove approfitteremo anche per far rifornimento di acqua (l'acqua nel marina di Reggio Calabria è salmastra).

Gli dei del mare stanno riposando. Il sole sembra adagiarsi sull'acqua, lasciando per noi le ombredi Lipari sull'orizzonte, ultima immagine di uno dei nostri giorni per mare.

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20 Agosto 03

" I follow in love too easily, I follow in love too fast..."  Chet Baker ci riscalda con le sue note , mentre aspettiamo i carpacci di pesce.  Intono a noi l'atmosfera raffinata del "Flor de canela" non ci impedisce di gustarci il passeggio distratto ed un po' aristocratico di Via Vittorio Emanuele, nel pieno centro di Lipari.

"...my heart should be well schooled, 'cause I've been fooled in the past...". Sembra di essere persi da qualche parte in mezzo al '900. Intanto mi soffermo a guardare una splendida signora sorseggiare un calice di vino rigorosamente siciliano "dal gusto lievemente barricato" come ricorda con importanza la gestrice elegante del ristorante. La mia donna si è adeguata perfettamente all'atmosfera sensuale intono a noi.

Penso al Pargher, a dove ci ha portato e fin dove mi seguirà, per mare e per terra...

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21 Agosto 03

Le condizioni meteo incerte (ed un po' di pigrizia) ci portano a voler esplorare Lipari da terra, prima di girarla per mare. Saliamo su un piccolo trabiccolo, una specie di scooter a quattro ruote , ed arranchiamo accompagnati dallo sguardo divertito della gente per la strade.

Le falesie a strapiombo sul mare sembrano portare ancora i graffi delle numerose eruzioni del passato. Grotte che improvvisamente si aprono sulla costa, lasciano intravedere i numerosi giochi di luce provocati dalla trasparenza dell'acqua e dei fondali. 

Ricordo ancora la storia polinesiana di un cacciatore di perle che fu punito dal mare per la sua ingordigia  il giorno che, con i suoi riflessi, lo convinse di nascondere una perla gigantesca fra le valve lucenti di un'ostrica, in fondali che lui non avrebbe mai potuto raggiungere...

"Qui ci sono le terme di S.Calogero". Simona è sicura di quello che dice, la sua guida parla chiaro, ma di fronte abbiamo solo un edificio dall'aria abbandonata. Un signore si avvicina con garbo, e con tranquillità ci informa che le terme sono chiuse ormai da tempo, ma lui ne conosce la storia, e se vogliamo...

Scopriamo in Mimmo Mammana un formidabile narratore, ed un profondo conoscitore della storia del posto. Ci parla sempre con molta tranquillità, quasi stesse sfogliando un libro, dell'influenza Micenea, di come commerciassero con i locali, interessati all'ossidiana ed all'allume, e di come in cambio costruirono le terme, dedicate poi  a S.Calogero.

Le sue parole ci accompagnano sin dentro il piccolo forno termale, dove nonostante la temperatura ci tratteniamo per diverso tempo, catturati dall'atmosfera che Mimmo sta ricreando per noi, immagini fatte di popoli antichi e misteriosi, che legarono la loro vita, sino alla fine, al Mediterraneo.

Mimmo prende con le mani quella che a noi sembra sabbia, ma in realtà sono i minerali depositati dall'acqua termale, e ci spiega di come con il tempo il caolino contribuisca a dare al tutto una consistenza vetrosa.

Adesso ti lasciamo Mimmo, portando con noi il pezzo di ossidiana che ci hai regalato, sperando che chi leggendo questi nostri appunti venga a Lipari a conoscerti ed a portarti i nostri saluti.

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22 Agosto 03

Oggi si torna a bordo del Pargher. Decidiamo di passare l'ultimo giorno a Lipari in rada, ed arriviamo così ad una caletta che abbiamo visto dall'alto il giorno precedente. Per avere il nostro momento di poesia dobbiamo aspettare pero' il tramonto, quando le numerose imbarcazioni ci lasciano soli , forse spaventate anche da una frana che con il suo rombo ci sorprende. Domani lasceremo Lipari per Vulcano.

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23 Agosto 03

Finalmente abbiamo trovato la nostra piccola rada a Vulcano, dopo aver costeggiato l'isola per intero, cercando di evitare i posti piu' affollati.

Simona con un tocco di classe molto marinaro, porta in pozzetto due cannoli alla siciliana comprati la mattina a Lipari, e decidiamo di assecondarne gli aromi con un abbondante sorso di malvasia. Il resto...solo sensazioni.

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24 Agosto 03

In attesa che la Grotta del Bue Marino, gioiello di Filicudi,  torni deserta, aspettiamo, in mare aperto, alla cappa. Il Pargher gioca con la sua ombra sull'acqua immobile e guarda la sua immagine, quasi stregato. Sotto di noi, le viscere del mare si tendono e si scaldano invisbili con il calore di Gaia e dei suoi vulcani.

Eccoci finalmente, dopo qualche ora, in rada davanti al nostro piccolo paradiso lunare. Non ci sono piu' luci, non ci sono fari, solo la risacca delle onde che copre il grido delle rondini che hanno nidificato all'entrata della grotta.

Ed il sole ci saluta ancora, immergendosi, in giorni scanditi da albe e tramonti, sempre diversi. 

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25 Agosto 03

Ho paura di te, amico mio. 44 nodi mi tagliano la faccia colpendomi con la pioggia. Ho paura di come le bianche crepe del cielo si rispecchiano su di te. Eppure sono qui fuori a guardarti e non posso farne a meno, non posso stare lontano da te. Ridossati a Salina, con un forza 9 alle spalle, vedo l'acqua spolverata dal vento, grigio chiara, formare mulinelli che sembrano vortici di sabbia. 

Lipari che dista un pugno di miglia è ormai completamente invisibile allo sguardo. C'è spazio solo per le tue onde e per gli dei che si sono risvegliati all'improvviso dal loro sonno. Avro' altri momenti come questo, altri anche peggiori, ma ne ho bisogno, come ho bisogno di essere accarezzato dalle tue bonacce.

Le grida degli altri equipaggi nel panico che difendono il proprio ormeggio  mi distraggono da te, e penso al mio Cuore d'Acciaio che accoglie me e la mia compagna. E' ora che rientri, e poi nel mio bicchiere c'e' ormai piu' pioggia che rum.

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27 Agosto 03

Solo nel cielo si leggono le tracce della tempesta notturna. Decidiamo di approdare a Salina con il nostro tender, in esplorazione. Ci accoglie una cittadina intorpidita dal caldo. Un piccolo ristorante sul molo ci tenta, e decidiamo così di risollevarci dalla nottataccia con i sapori mediterranei che caratterizzano queste isole. Carpacci e Crudo di mare, Spaghetti alla Eoliana con capperi melanzane ed acciughe, e per finire Crema di Ricotta con salsa al miele, pistacchi ed uva passita. 

Un vino di Salina, dal gusto rotondo e fruttato ed una dolce Malvasia completano il tutto. Proprio quello che ci vuole per affrontare una navigazione dura e selvaggia!

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28 Agosto 03

"La sua torcia era spenta, i suoi incendi covavano sotto la cenere; la colonna di fumo che saliva dalla sua vetta e che stava svanendo nel chiarore avanzante del  mattino, era l'unico segno col quale dimostrava di essere ancora il vero dominatore vivente del mare, e non lo spirito di un defunto:"

(da Mark Twain: "Gli ingenui all'estero")

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29 Agosto 03

"Vi consigliamo di lasciare il corpo morto e cercare un approdo sicuro." La telefonata giunge inaspettata dalla Stromboliana, la società che gestisce gli ormeggi a Scari, un piccolo paese a ridosso delle pareti del vulcano.

Lo Scirocco, il vento piu' temuto delle Eolie stava per far sentire il suo alito caldo su di noi.

Decidiamo di affrontare il forza 7 in arrivo e puntare verso Vibo Valentia, a circa 35 miglia da Stromboli, sulla costa tirrenica della Calabria, piuttosto che rimanere ancorati in secche improbabili e poco protette.

Mentre la prua del Pargher affronta il mare sempre più grosso, guardiamo con nostalgia le Eolie allontanarsi prima di quanto avremmo voluto.

A Vibo, dopo poche ore di navigazione, con il sale ancora incrostato sulla pelle, atterriamo un po' malinconici.

L'atmosfera è cortese e professionale. Il Pontile da Carmelo è famoso per i suoi ormeggiatori, ed in pochi secondi, il Pargher è ormeggiato docilmente al pontile.

Lipari, Vulcano, Filicudi, Salina e Stroboli, hanno riempito i nostri giorni con i loro colori ed i loro sapori intensi.Nel buio del marina rimaniamo a parlarne, sorseggiando un po' di Malvasia, dondolati dalla risacca. 

Ma la Sicilia tornerà sulle rotte del Pargher...

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31 Agosto 03

Le condizioni meteo non migliorano. Dopo un altro giorno perso a Vibo decidiamo di partire verso Marina di Camerota. Una volta tanto i locali non hanno fiuto nel prevedere l'andamento del tempo. Le previsioni del Meteomar ed il nostro intuito si sono rivelati più vicini alla realtà dei consigli ricevuti in marina.

La burrasca che ci costringe a riparare a metà strada a Porto Cetraro non ci fa gustare il piacere di "aver avuto ragione" ma la stizza di non aver dato ascolto al nostro istinto.

Ai nostri ami una piccola ricciola ci viene offerta dagli dei del mare, a risollevare il nostro umore (e la nostra cena).

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