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  1. 16 Settembre 03 : Storie di mare a Porto S.Stefano
  2. 17 Settembre 03 : Un dono del mare
  3. 18 Settembre 03 : Capraia mare di confine
  4. 19 Settembre 03 : Port Le Lavandou
  5. 20 Settembre 03 : Ille de Port Cros
  6. 21 Settembre 03 : Breve visita all'isole de Porquerolles e via per le Baleari
  7. 22 Settembre 03 : 260 miglia con forza 7
  8. 23 Settembre 03 : Atterraggio a Puerto de Mahon
  9. 24 Settembre 03 : Lavori in corso sul Pargher
  10. 26 Settembre 03 : Italiani...
  11. 28 Settembre 03 : Pace in porto

 

Dal 01 Agosto 03 al 15 Agosto 03

Dal 16 Agosto 03 al 31 Agosto 03

Dal 01 Settembre 03 al 15 Settembre 03

Dal 01 Ottobre 03 al 15 Ottobre 03

Dal 15 Ottobre 03 al 31 Ottobre 03

Dal 01 Novembre 03 al 15 Novembre 03

Dal 15 Novembre 03 al 30 Novembre 03

Aggiornato il: 23-03-06

16 Settembre 03

Una notte senza storia ma un'alba che con i suoi racconti colorati mi fa promettere di tornare a visitare l'Argentario e le sue coste frastagliate.

L'onda lunga ci accoglie fuori dal porticciolo, cerchiamo di far rotta per l'isola d'Elba, ma ancora una volta il mare si incrocia e ci fa approdare a Porto S.Stefano, al porto vecchio.

Mentre arrostiamo una splendida lampuga, Aldo, armatore del DP Monitor parla di se e della sua piccola nave.

Anni fa decisero di ristrutturare un rimorchiatore, forse ormai stanco del traffico di Civitavecchia, donandogli una nuova livrea da yacht.

Osservo sconcertato la sala macchine della piccola nave, girando intorno al motore enorme ospitato al centro di un ambiente grande quanto un mini appartamento.

Il DP Monitor per governare i suoi 31 metri ha bisogno anche di un motore per muovere il timone, visibile nella trasparenza delle acque come un enorme prolungamento della lunga chiglia.

Gli interni del DP Monitor parlano di legni pregiati, di buon gusto e della passione di Aldo, che ne conosce ogni particolare e che alla prua del suo yacht, guarda il mare tagliato dalla potente prua di acciaio.

Ora il DP Monitor starà navigando verso Genova, il suo porto, ed Aldo si starà gustando fuori dalla cabina di comando una delle sue sigarette.

Buon vento DP Monitor, e che gli dei siano con te.

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17 Settembre 03

In rotta per Capraia, il tamburo della canna da pesca d'altura incomincia a ticchettare impazzito.

Io e Stefano ci avviciniamo eccitati e dopo un breve combattimento tiriamo a bordo del Pargher un piccolo pesce spada.

 

La pesca di oggi finisce qui, gli ami tornano a bordo, perchè è giusto prendere dal mare quello che è giusto, e non di piu'.

Grazie, amico mio.

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18 Settembre 03

Capraia, a poche miglia dalla Corsica ci incanta con le sue coste. Il porticciolo, ormai completamente rinnovato rende ingiuste le descrizioni del Portolano. Una nuova diga foranea lo rende ormai approdo sicuro anche quando il Grecale ne frusta le coste con rabbia.

La maggior parte delle barche in transito ne fa una meta fissa per il rifornimento di acqua e carburante, e il supermercato a due passi dal molo facilità le attività di cambusa.

Ma spesso, sia le barche corse che quelle italiane sembra rimangano catturate dalla bellezza delle sue cale e dalla trasparenza delle sue acque.

 

E' la prima volta che sento il desiderio potente di rimanere, di dimenticare lo scopo del mio viaggio, il viaggio stesso, ed abbandonarmi alla bellezza del posto.

Eppure, dopo poche ore viene issata a dritta la bandiera di cortesia francese, e la Corsica ci saluta al traverso.

Delle vele sull'orizzonte, catturate dalla bonaccia, sembrano sospese nel vuoto e lontano, a prua, ancora 170 miglia per arrivare alle Porquerolles, prossima tappa del Pargher.

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19 Settembre 03

"Port Le Levandou, Port Le Levandou, Port Le Levandou, here sailing boat Pargher, do you read me ? Over."

Il piccolo porto francese, prima dell'arcipelago delle Hyerès, ci accoglie con la sua struttura organizzata. Un check in all'entrata con un comodo ormeggio temporaneo all'inglese, possibilità di rifornimento di carburante, negozi di attrezzature nautiche, e fantastici ristorantini perfettamente integrati con la struttura portuale.

La bottiglia di Cassis accompagna le portate di crudita' di mare egregiamente. Ci sono decisamente momenti peggiori nella vita!

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20 Settembre 03

Prima destinazione l'isola di Port Cros.

Ci dirigiamo verso la cala piu' ad est dell'isola, Baie de Port Man, dove è possibile avere un buon ridosso. La punta estrema della piccola baia è facilmente distinguibile dal mare, avendo come punto copiscuo la torre di un'antica fortezza.

Ci accoglie una moltitudine di barche, tutte con bandiera francese, di tutte le dimensioni, a testimonianza di come la Francia viva la nautica da diporto in modo piu' intenso che in Italia. Con il battellino di servizio raggiungiamo la spiaggia, dove un ormeggio predisposto consente l'atterraggio.

Appena a terra, un cartello che raccomanda le buone maniere ai visitatori (si raccomanda giustamente anche di non fumare, essendo l'isolotto facilmente soggetto ad incendi), si preoccupa anche di indicare i diversi percorsi da seguire. Scegliamo quello che porta alla fortezza dell'isola, e presto un sentiero ci accompagna su per la rocca.

Decisamente i nostri cugini d'oltralpe ci hanno dato una buona lezione in fatto di pulizia e rispetto per l'ambiente. Io e Stefano scrutiamo per terra alla ricerca di eventuali rifiuti, ma non riusciamo a trovare nemmeno un mozzicone di sigaretta. Chissà quando impareremo ad amare la nostra natura...

 

Finalmente arriviamo alla fortezza, e dall'alto della rocca è impossibile non rimanere suggestionati dal panorama circostante

Il Pargher, visto da lontano, ormeggiato nella baia, sembra quasi addormentato.

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21 Settembre 03

Stefano sbarca a Port Le Levandou il giorno dopo, quindi mollo gli ormeggi per raggiungere l'isola di Porquerolles.

Raggiungo la cala d'Alicastre, e costernato guardo la miriade di piccole imbarcazioni che si lascia cullare dalla brezza fresca del primo mattino. Ne approfitto per mettere un po' in ordine le idee, e dopo aver ormeggiato, cerco di raccogliere quanti piu' dati meteo possibile per pianificare la rotta successiva.

Una pertubazione proveniente dal Golfo di Biscaglia sta preparando qualche cosa di grosso a NW che potrebbe bloccarmi per diversi giorni in Francia, mentre Minorca è a 200 miglia di distanza.

Il risponditore automatico del meteo francese dà bel tempo sino a mercoledì. Mi preparo per partire nel primo pomeriggio quindi, e mi concedo una nuotata per raggiungere la spiaggia microscopica a circa 1 Km di distanza dal Pargher. 

Una volta arrivato rimango colpito dalla piccola abitazione arroccata sullo scoglio piu' grande della baia, e non posso fare a meno di chiedermi chi possa essere cosi' fortunato da abitarvi.

Poi guardo il Pargher ormeggiato, la sua prua al vento. E' lui la mia casa, adesso, ed il mare la mia terra.

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22 Settembre 03

Dopo un tramonto splendido ma inquietante, con le nuvole che preannunciano cambiamento, mi lascio andare al sonno per qualche ora, nella mia cuccetta di guardia. Sono in mare aperto ormai sulla rotta delle navi da crociera. Il radar non segnala terra nemmeno entro le 36 miglia.

Il Pargher stringe la bolina da SW silenziosamente, rotta 206 gradi. Sonnecchio ed ogni tanto mi risveglio per guardarmi intorno, uscendo fuori in pozzetto. Questa è la prima vera navigazione d'altura per me ed il mio compagno. Alle spalle il Golfo del Leone si lascia immaginare come un grosso felino addormentato, pronto a svegliarsi terribile e spietato. Rimini piange ancora i ragazzi del Parsifal.

Il mattino sorge e mi trova ben sveglio. Mi accorgo che il tempo sta rapidamente peggiorando. L'anemometro segna ormai 28 nodi di media, ed il mare incomincia ad ingrossarsi. La rotta di 206 gradi non è piu' praticabile, vorrebbe dire prendere il vento di prua. Ed ogni ondata mi rallenta di 3 o 4 nodi.. 

Il vento è girato a SE. Sono costretto a modificare la rotta aumentandola di 45 gradi, sapendo che questo porterà un allungamento del viaggio di circa 60 miglia. Al carteggio è risultata essere la strategia migliore, essendo comunque il lato di bolina scelto quello "buono", ossia quello che fa guadagnare piu' acqua.

La prua del Pargher si sta avvicinando sempre piu' ad un orizzonte nero di nuvole che portano pioggia e groppi. Il Navtex tace, le mie informazioni relative alle informazioni meteo francesi sul VHF si rivelano inadeguate, in quanto dei diversi canali che dovrebbero essere operativi ricevo solamente il 24, che comunque non trasmette in inglese.

Provo sul 68 senza convinzione, ma con mia sorpresa il Meteomar si riceve da Radio Cagliari. Una pertubazione dal Mare di Alboran si sta avvicinando proprio sulla mia rotta. 

Il radar mi aiuta a capire che le nuvole sull'orizzonte  sono divise in fronti. Ciascun fronte porta con se pioggia e groppi. Simona, chiamata al satellitare mi da' le ultime notizie meteo, collegata al sito Spagnolo www.inm.es.

Ormai l'unica cosa da fare è prendersi quello che c'e' da prendere. Ripenso al mio forza 8. Era quasi un gioco, durato poche ore e con un equipaggio. Ora si tratta di arrivare a Minorca, sapendo di avere ancora 40 ore di navigazione. Da solo.

Decido di trovare la soluzione che mi consente di risparmiare piu' energie possibile. Regolo le vele del Pargher in modo da dargli la potenza necessaria per superare le onde, ed accendo il motore stringendo la bolina sino a 30 gradi per non allontanarmi troppo da Minorca (un trucco già sperimentato e che ha dato discreti risultati nel forza 8).

La velocità di crociera adesso è di circa 6 nodi, 5.5 di media. Il pozzetto viene inondato in continuazione e sotto le nuvole l'anemometro tocca i 34/35 nodi.

Mio caro Pargher, lascio a te il compito lottare con il mare, sei sicuramente piu' bravo di me!

Mi chiudo sottocoperta, e ancorandomi alla meglio, cerco di sistemare la barca (dentro regna una confusione incredibile), di prepararmi un pasto caldo (benedette zuppe in scatola), di leggere e dormire un po'.

Ogni tanto qualche onda piu' grossa delle altre mi fa uscire per un controllo, ma a parte prendere tanta acqua, non noto mai nula di strano. Il timone automatico fa poche correzioni di rotta.

Sottocoperta noto uno strano rumore di acqua, alzo i paglioli e vedo tutto allagato! 

Mi precipito ad assaggiare l'acqua, e, che gli dei siano benedetti è dolce come il miele. Deve esserci un guasto all'impianto dell'acqua potabile. Incomincio a lavorare con la pompa di sentina, quasi ridendo, scusandomi con il Pargher per aver dubitato di lui. 

Il motore del Pargher brontola di disapprovazione. Parlo con lui, bestemmio con lui quando arriva un'onda piu' forte delle altre e vedo l'acqua coprire il passo d'uomo a prua, o mi casca addosso qualche cosa che non avevo fissato bene. 

Mancano ancora diverse ore...

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23 Settembre 03

E' l'una del mattino. Il vento è calato di colpo. La pertubazione che veniva dal mare di Alboran sta ora cedendo il passo a quella dal Golfo di Biscaglia. Sono a circa a 30 miglia da Minorca, e la correzione della mia rotta mi sta portando verso Puerto de Ciudadela, invece che Puerto de Mahon come pianificato. 

Ammaino le vele, randa al centro e motore al massimo, tento un azzardo e punto verso Puerto de Mahon, piu' protetto e piu' attrezzato.

Sono ore lunghe le poche rimaste. Con il radar vedo la pertubazione da nord che mi insegue, con il cielo settentrionale illuminato a giorno dai lampi. Cerco di leggere di tutto per distrarmi. Spero che gli dei mi risparmino il forza 8.

Salgo in coperta ed isso la bandiera di cortesia spagnola. E' importante per me.

Alle 6.30 del mattino arrivo a Puerto de Mahon ed ormeggio alla fine dell'insenatura naturale. Mi levo la cerata e dopo aver tranquillizzato la mia compagna al satellitare, mi addormento in mezzo alla confusione generale dentro il Pargher, nel piu' bello dei letti.

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24 Settembre 03

Dopo un giorno di assoluto riposo mi alzo dalla cuccetta e mi guardo intorno sconsolato. Le condizioni del Pargher sono pietose.

Dal vascone della catena in bagno esce un forte odore di marciume, visto che l'ancora all'isola di Porquerolles si è portata appresso un bel po' di alghe e limo.

I cuscini delle cuccette sono umidicce. L'acqua di mare ha infatti la fastidiosa caratteristica, una volta asciugatasi, di lasciare stoffe e vestiti intrisi di sale. Al minimo aumento di umidità nell'aria i tessuti si impregnano, lasciando una permanente sensazione di appiccicaticcio.

La sentina è di nuovo piena di acqua dolce. Una piu' accurata ispezione mi conferma che i serbatoi flessibili dell'acqua potabile, comunque già vecchi, sono completamente andati per via degli scossoni causati dalle onde.

Le viti d'acciaio della pompa di sentina usata per sgottare l'acqua dolce ballano troppo nel supporto, dopo il mio eccessivo vigore nel cercare di eliminare l'acqua in navigazione.

Sul pagliolato rimasugli di cibo sparsi (cucinare e mangiare con un forza sette non è proprio agevole), ed il motore ha bisogno di un nuovo tagliando completo.

In cucina ci sono i piatti di tre giorni, non lavati perchè scaricare dal lavello della cucina con una navigazione "animata" è praticamente impossibile senza far entrare altrettanta acqua di mare.

In coperta non ci sono danni apparenti, tranne il sale che ha formato croste ovunque. Ed il generatore di corrente in coperta va ispezionato e rimesso in moto.

Qui cè abbastanza lavoro per qualche giorno ! 

E pensare che la rotta Proquerolles Minorca mi doveva servire per guadagnare tempo...

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26 Settembre 03

Sono in pozzetto a fumarmi una sigaretta dopo aver cambiato l'olio al motore del Pargher, quando vedo un piccolo veliero in legno entrare in porto. Un uomo solo al timone. Penso al solito amico anglosassone o francese che va a spasso in solitario per il Mediterraneo, quando vedo la bandiera italiana con lo stemma delle repubbliche marinare sventare felice fra le sartie.

Salto in piedi incredulo. 

"Ahò, ma sei italiano!"

"Embè ? Pure tu!"

Italianissimo, e per di piu' anche di Roma, Luciano se ne va a zonzo per i mari con il suo piccolo "Favouille" (il cui nome vuol dire molte cose, alcune delle quali faranno sorridere i francesi). Il piccolo sloop, randa con mani di terzaroli, vele di prua con garrocci, chiglia lunga, poppa norvegese e prua alta è una barca a vela tradizionale, ottima anche con mari impegnativi, stabile in rotta e grintosa con venti tesi.

Festeggiamo l'incontro a bordo del Favouille, davanti ad uno splendido piatto di pennete con il tonno.

"Sai, sono pensionato." Guardo Luciano, e penso a quante persone molto piu' giovani esiterebbero a salire su una barca a vela sul lago, mentre a misurarsi con una crociera d'altura nemmeno a parlarne. Parole in libertà, si parla di burrasche e di come il mare vada temuto, di come ci si spaventi a volte, e di come sia giusto amare e temere l'acqua ed il vento.

Il popolo del mare mi è sempre vicino.

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28 Settembre 03

I lavori dentro il Pargher e le pulizie sono terminati. Mi manca solamente la pompa di sentina da sistemare e la cambusa da rifornire. L'impazienza e la voglia di partire stanno diventando insistenti, sapendo quali splendide baie e cale Minorca e le Baleari nascondano fra le coste frastagliate, frustate dai venti di Tramanonta e Scirocco.

Intanto mi godo questo momento di pace, in porto, fra i legni accoglienti del Pargher, metre cala lentamente l'oscurità. Qui sono al sicuro, a casa mia.

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