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Le condizioni meteo in questi giorni non lasciano sosta a fantasie di navigazione. Il cielo di Mahon è spazzato continuamente da flottiglie di nuvole che corrono in ogni direzione. I numerosi avvisi di burrasca rivelano tutta la natura selvaggia di quest'isola in mezzo al Mediterraneo, che risente direttamente dell'influenza del Golfo del Leone. Decido di far muovere un po' il Pargher all'interno del protettissimo Puerto de Maò (così appare il nome nelle indicazioni locali), magari per provare il timone a vento Aries, con il nuovo circuito di bozzelli. Ma il mio fidato pilota automatico decide, per imperscrutabili motovi, di puntare verso un gigantesco cargo, quasi a voler provare la solidità delle lamiere del Pargher! Dopo numerosi tentativi, mi rassegno a rientrare in banchina ed a chiedere l'ausilio di un tecnico specializzato (per fortuna Maò è decisamente attrezzata). Il responso non è dei migliori. Una delle ondate dell'ultima burrasca, deve aver crepato il supporto della centralina del pilota automatico, facendovi entrare dell'acqua di mare. Decido di riparare la vecchia centralina e di tenerla di rispetto, acquistandone una nuova. In attesa che i pezzi di ricambio vengano da Barcellona, cerco di prenderla con filosofia e pensare alla mia biancheria, mentre il Pargher brontola, pieno di sdegno!
Ci invitiamo a pranzo od a cena sulle rispettive barche, bestemmiando contro
il tempo che ci intrappola a Minorca, parlando di vita e di mare.
Ogni tappa del mio viaggio sembra essere piu' bella delle precedenti, ogni volta il mio entusiasmo si rinnova, anche adesso, con poche giornate da strappare all'estate...
E' arrivato il momento di lasciare Minorca. Tutte le carte Hirlam sono
concordi: una vasta area anticiclonica manterrà il tempo stabile per qualche
giorno.
Dopo poche ore, la notte. La mia costellazione porta fortuna, Orione, mi saluta con il suo splendore. Guardo Rigel con intensità, pensando ad un amico in un momento per lui difficile, poi torno alla mia navigazione, alle mie carte, alla mia vita.
"Non posso lasciare le Baleari così, senza nemmeno una notte in rada,
senza neppure una nuotata E poi Formentera è così vicina, una sosta di
poche ore..." Tante le scuse, tutte sembrano ragionevoli ma in realtà nessuna è valida dal punto di vista pratico. L'anticiclone durerà solo pochi giorni, quindi il Mediterraneo sarà di nuovo abbracciato dalle strette dell'inverno che avanza. "So già che ci sono delle basse pressioni che incombono, ma in fondo
dopo averne passate tante, una in piu'...E poi un'altra piccola lampuga attende
impaziente di essere cucinata e mangiata. Gli dei non mi perdonerebbero mai lo
spreco." Cedo a me stesso e mi godo ogni piccolo raggio di sole che sporge dalle
nuvole, mi tuffo dal Pargher
So già che ormai la partenza è rimandata al giorno successivo. "In fondo sono solo poche ore..."
Almeria è troppo lontana e non piu' raggiungibile, volendo rispettare le previsioni meteo.
L'area di alta pressione non ha lasciato molto vento per il Pargher. Doppiato Capo de Palos, dopo estenuanti ore a motore si alza una brezza tesa da NE, quasi improvvisamente. Dietro vedo il cielo cambiare ma non resisto. Monto il Gennaker e con 13 nodi al traverso vedo il GPS indicare 7 nodi di velocità. Sono talmente felice che metto il pilota automatico in standby e prendo possesso della barra del timone, godendomi il suo vibrare silenzioso. Dopo circa un'ora gli avvisi di burrasca incominciano a fioccare sul NAVTEX dall'emittente francese e da quella spagnola. Ma Cartagena è ad appena 6 miglia dalla mia prora. Ancora una volta, appena in tempo.
Mi guardo intorno e scorgo negli occhi di ogni equipaggio quel delirio sognante che avevo alla mia partenza. Io sono quasi al termine della mia avventura, ma per loro è appena l'inizio. L'equipaggio della barca accanto mi saluta. Sono una coppia tedesca, in giro da un paio di anni. Non sanno ancora se andare in Senegal od in Grecia. Cartagena mi saluta così, con il calore della gente di mare, della mia gente.
Del mondo di chi lavora e
vive con il mare, avverto solo il fascino, ma non la sofferenza. A me rimane il mondo dei sognatori, di quelli che non sentendosi appartenere a nessuna categoria vanno per mare, disperatamente attaccati ad una libertà temporanea ma meravigliosa. E tu, a che mondo appartieni ?
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