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  1. 03 Ottobre 03 : Avaria al pilota automatico
  2. 05 Ottobre 03 : Amici di mare...
  3. 10 Ottobre 03 : Finalmente si salpa !
  4. 11 Ottobre 03 : In rada a Formentera
  5. 12 Ottobre 03 : Rotta per Cartaghena
  6. 13 Ottobre 03 : Il porto di Cartagena
  7. 15 Ottobre 03 : Limbo

Dal 01 Agosto 03 al 15 Agosto 03

Dal 16 Agosto 03 al 31 Agosto 03

Dal 01 Settembre 03 al 15 Settembre 03

Dal 15 Settembre 03 al 30 Settembre 03

Dal 15 Ottobre 03 al 31 Ottobre 03

Dal 01 Novembre 03 al 15 Novembre 03

Dal 15 Novembre 03 al 30 Novembre 03

Aggiornato il: 23-03-06

03 Ottobre 03

Le condizioni meteo in questi giorni non lasciano sosta a fantasie di navigazione. Il cielo di Mahon è spazzato continuamente da flottiglie di nuvole che corrono in ogni direzione. I numerosi avvisi di burrasca rivelano tutta la natura selvaggia di quest'isola in mezzo al Mediterraneo, che risente direttamente dell'influenza del Golfo del Leone.

Decido di far muovere un po' il Pargher all'interno del protettissimo Puerto de Maò (così appare il nome nelle indicazioni locali), magari per provare il timone a vento Aries, con il nuovo circuito di bozzelli.

Ma il mio fidato pilota automatico decide, per imperscrutabili motovi, di puntare verso un gigantesco cargo, quasi a voler provare la solidità delle lamiere del Pargher!

Dopo numerosi tentativi, mi rassegno a rientrare in banchina ed a chiedere l'ausilio di un tecnico specializzato (per fortuna Maò è decisamente attrezzata).

Il responso non è dei migliori. Una delle ondate dell'ultima burrasca, deve aver crepato il supporto della centralina del pilota automatico, facendovi entrare dell'acqua di mare. Decido di riparare la vecchia centralina e di tenerla di rispetto, acquistandone una nuova.

In attesa che i pezzi di ricambio vengano da Barcellona, cerco di prenderla con filosofia  e pensare alla mia biancheria, mentre il Pargher brontola, pieno di sdegno!

 

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05 Ottobre 03

Ormai il Pontile 5 del Marina di Porto Mahon brulica di vita! A me ed a Luciano si è aggiunto Andrea,  che con il suo "Sirene", sloop in acciaio di circa 9 metri, è arrivato sino alle Baleari con grandi progetti di navigazione. E la mia compagna mi ha raggiunto in aereo, anche se solo per un fine settimana, facendomi così una bellissima sorpresa.

Ci invitiamo a pranzo od a cena sulle rispettive barche, bestemmiando contro il tempo che ci intrappola a Minorca, parlando di vita e di mare. Ogni tanto si aggiunge alla compagnia anche Davide, spagnolo trasferito a Minorca, che ci porta a mangiare le Tapas (si scrive così ?) appena fuori Maò, e si diverte con noi sul molo, fra un ormeggio e l'altro.

Insieme andiamo a farci un giro dell'isola (in macchina!) per vedere almeno da terra quelle cale leggendarie che dalle foto delle guide di Minorca mi hanno tormentato, bloccato in porto dal maltempo

Minorca, insieme a Formentera, è l'isola che piu' delle altre ha conservato intatte le proprie caratteristiche naturali, e le cale da sogno confermano che gli abusi edilizi si sono arrestati appena in tempo.

Ogni tappa del mio viaggio sembra essere piu' bella delle precedenti, ogni volta il mio entusiasmo si rinnova, anche adesso, con poche giornate da strappare all'estate...

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10 Ottobre 03

E' arrivato il momento di lasciare Minorca. Tutte le carte Hirlam sono concordi: una vasta area anticiclonica manterrà il tempo stabile per qualche giorno.

Lascio Mahon, con la stessa malinconia con la quale ogni marinaio lascia ogni porto per il mare aperto, pronto cioè a dimenticarsene poco dopo.

Il tramonto ha dei colori malati, innaturali. La calma non durerà a lungo, ormai ho imparato ad ascoltare la voce del mare. 

Dopo poche ore, la notte. La mia costellazione porta fortuna, Orione, mi saluta con il suo splendore. Guardo Rigel con intensità, pensando ad un amico in un momento per lui  difficile, poi torno alla mia navigazione, alle mie carte, alla mia vita.

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11 Ottobre 03

"Non posso lasciare le Baleari così, senza nemmeno una notte in rada, senza neppure una nuotata E poi Formentera è così vicina, una sosta di poche ore..."

Tante le scuse, tutte sembrano ragionevoli ma in realtà nessuna è valida dal punto di vista pratico. L'anticiclone durerà solo pochi giorni, quindi il Mediterraneo sarà di nuovo abbracciato dalle strette dell'inverno che avanza.

"So già che ci sono delle basse pressioni che incombono, ma in fondo dopo averne passate tante, una in piu'...E poi un'altra piccola lampuga attende impaziente di essere cucinata e mangiata. Gli dei non mi perdonerebbero mai lo spreco."

Cedo a me stesso e mi godo ogni piccolo raggio di sole che sporge dalle nuvole, mi tuffo dal Pargher accolto da acque splendide mentre la lampuga cuoce sulla brace. 

So già che ormai la partenza è rimandata al giorno successivo. "In fondo sono solo poche ore..."

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12 Ottobre 03

Almeria è troppo lontana e non piu' raggiungibile, volendo rispettare le previsioni meteo. 

"Accidenti a te, Capo de Gata è l'ultimo vero ostacolo del Mediterraneo, con il suo effetto Venturi. Perchè non hai puntato direttamente su Almeria ? Ti avevo anche avvisato. Vabbè, pero' pure Cartagena è bella. Pensa, come una piccola Barcellona. Io ci sono stato 4 mesi. Se sbolini pero' non dirmi che non ti avevo avvisato!".

Così mi apostrofa il mio amico Daniel da Cesenatico, ed ha ragione. Ma mi guardo intorno, vedo un arcobaleno rassicurante sorgere dopo un breve acquazzone e non ho rimpianti. Del resto l'ipotesi di lasciare il Pargher in Spagna, già pronto per splendide crociere estive si fa sempre piu' strada...

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13 Ottobre 03

L'area di alta pressione non ha lasciato molto vento per il Pargher. Doppiato Capo de Palos, dopo estenuanti ore a motore si alza una brezza tesa da NE, quasi improvvisamente. Dietro vedo il cielo cambiare ma non resisto. Monto il Gennaker e con 13 nodi al traverso vedo il GPS indicare 7 nodi di velocità. 

Sono talmente felice che metto il pilota automatico in standby e prendo possesso della barra del timone, godendomi il suo vibrare silenzioso.

Dopo circa un'ora gli avvisi di burrasca incominciano a fioccare sul NAVTEX dall'emittente francese e da quella spagnola. Ma Cartagena è ad appena 6 miglia dalla mia prora. Ancora una volta, appena in tempo.

Cartagena è una base navale, ma di recente anche uno scalo per i grossi mercantili e navi da diporto Un gigantesco mostro viene guidato dai rimorchiatori in un'ansa prima dell'entrata in porto, dove le ciminiere denunciano un'intensa attività industriale.

Un peschereccio rientra in porto seguito da una nuvola di gabbiani, mentre rimango colpito dalle fortezze dal sapore antico che circondano Cartagena.

 

In porto, imbarcazioni di ogni tipo e materiale denunciano la vicinanza allo stretto di Gibilterra, ingresso per le rotte di tutto il mondo. Le bandiere predominanti qui sono, nell'ordine, quella Tedesca, Inglese e Francese.

Mi guardo intorno e scorgo negli occhi di ogni equipaggio quel delirio sognante che avevo alla mia partenza. Io sono quasi al termine della mia avventura, ma per loro è appena l'inizio.

L'equipaggio della barca accanto mi saluta. Sono una coppia tedesca, in giro da un paio di anni. Non sanno ancora se andare in Senegal od in Grecia.

Cartagena mi saluta così, con il calore della gente di mare, della mia gente.

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15 Ottobre 03

E' come essere sospesi. Le navi, i pescherecci, il marina ed i moli commerciali si fondono con il popolo di Cartagena, con i sobborghi ed i palazzi raffinati della città.

 

Della realtà borghese percepisco l'arrivismo, la competizione e l'agio artificiale, avendone perso di vista i valori  positivi. 

Del mondo di chi lavora e vive con il mare,  avverto solo il fascino, ma non la sofferenza. 

A me rimane il mondo dei sognatori, di quelli che non sentendosi appartenere a nessuna categoria vanno per mare, disperatamente attaccati ad una libertà temporanea ma meravigliosa.

E tu, a che mondo appartieni ?

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