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  1. 20 Ottobre 03 : La vita del porto
  2. 24 Ottobre 03 : Il Meteo e la vita reale...
  3. 28 Ottobre 03 : Giocando con il Meteo (ancora)
  4. 29 Ottobre 03 : Brindisi
  5. 31 Ottobre 03 : 65 nodi a Cartagena

Dal 01 Agosto 03 al 15 Agosto 03

Dal 16 Agosto 03 al 31 Agosto 03

Dal 01 Settembre 03 al 15 Settembre 03

Dal 15 Settembre 03 al 30 Settembre 03

Dal 01 Ottobre 03 al 15 Ottobre 03

Dal 01 Novembre 03 al 15 Novembre 03

Dal 15 Novembre 03 al 30 Novembre 03

Aggiornato il: 23-03-06

20 Ottobre 03

Sul pontile 5 del marina di Cartagena si è creato un piccolo mondo con regole tutte sue. Un mondo dove la gente, spontanea ed amichevole, offre ed accetta quello che c'è.

Mike e Regina hanno preso con gioia una bottiglia di rum già iniziata, io non avevo altro a bordo e loro non si sono scandalizzati. A cena abbiamo mangiato insieme, giorni addietro, gli ultimi tranci della lampuga da me pescata con del salmone che a loro era avanzato.

Steve e Sherley sostengono che in banchina non esistono nazionalità, culture diverse od altre stranezze. "Everybody is very practical", e quindi non perde tempo in stupidaggini, e con un minimo di sensibilità nessuno rimane ferito.

Essendo l'unico italiano in porto ho cercato di tener alto l'onor di patria organizzando un "Pasta Party" a bordo della barca di Derek, una barca a motore costruita sullo stesso disegno dei pescherecci tradizionali, con tanto di stabilizzatori per le navigazioni difficili . 

A bordo del "Sea Strike", sul ponte di comando una splendida bussola Sestrel con il mortaio in bronzo, completamente magnetica, fa sfoggio di se, nonostante sia su di una barca in ferro (ma come, non hai scritto che le bussole magnetiche a bordo delle barche in ferro non funzionano ? si lo so accidenti, ma mica è colpa mia se 'ste cose le trovi solo nei paesi anglosassoni!). I magneti per la correzione delle deviazioni sono grossi come sigari. Derek dice che la bussola devia di appena un grado rispetto all'azimut segnato dal GPS.

I "macaroni" al tonno preparati sulla cucina diesel Wallas (ma non puzza ? no non puzza e non fa fumo, e loro ci cucinano anche gli arrosti, alla faccia nostra !), incominciano ad attirare altre persone. Insomma alla fine siamo in dodici, ed io stressatissimo, cerco di cucinare per tutti, rispondendo ad una marea di domande sull'olio d'oliva, come è fatto e che colore dovrebbe avere.

Mentre scolo la pasta parlo a Mike delle mie bestemmie ogni volta che cambio le vele con il rollafiocco, e lui mi fa vedere un aggeggio che consente di issare le vele di prua in pochi minuti. Lo guardo e mi ricordo di quel coso su qualche catalogo sperduto della Plastimo, ma non l'ho mai visto montato su nessuna barca.

Paul, di un paese vicino Amsterdam di cui ho già scordato il nome, mi chiede se conosco le stufe a carbone o diesel che vendono in Germania. Starebbero veramente bene sul Pargher!

Devo andare ai boat show che fanno in Germania ed Inghilterra, e decisamente lasciar perdere Genova.

Simona mi chiama al telefono preoccupata. "Hai calcolato bene le dosi ? Attento a non combinare guai. Ti rendi conto della responsabilità che hai ?". A dire il vero la pasta a me non sembra proprio un granchè, un po' "spatasciata "perchè nessuno aveva pentole abbastanza grandi, e per far mangiare tutti insieme ho pressato un po' troppo i "macaroni", come li chiama Steve con il suo splendido accento inglese. Io mi guardo bene dal correggerlo, visto come sto assassinando la sua lingua in questi giorni.

"Pasta is ready !". Nessuno protesta, alla fine, anzi. Assaggio perplesso e poi finisco per farne fuori una scodella intera. In  barca è tutto piu' buono.

Mi guardo intorno mentre mangio, sono tutte persone splendide, con belle storie alle spalle. Tutti hanno lasciato la propria vita per il mare. Svernano qui a Cartagena, con le loro barche. Paul vuole andare alle Filippine con la moglie, Mike e Regina in Africa. 

Quando chedi a tutti cosa faranno dopo, ognuno alza le spalle con un sorriso...

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24 Ottobre 03

Sono giorni che studio le carte meteo, meticolosamente, aspettando il momento buono.

Alla fine decido di partire oggi pomeriggio. Preparo la barca, esco dal porto e 35 nodi mi fanno rientrare dopo poche ore. Un grosso cargo ridossato nella baia di Cartagena sembra quasi mi guardi sghignazzando. 

Il barometro era salito troppo in fretta ed il cielo era troppo terso e pulito, segno di tramontana imminente. 

Ma io non me ne ero accorto, accecato dai meteo e dalla voglia di partire.

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28 Ottobre 03

Un vasto sistema depressionario sta attraversando questo pezzo di Mediterraneo. Oggi in porto c'è un forza 6, fuori non lo so e non lo voglio sapere. Domani e dopo dovrebbe esserci un bel forza 9 con groppi a 65 nodi. Lo ascoltero' dal porto.

A Cartagena c'e' un Internet caffè, prezioso per me, visto che Internet a bordo fa i capricci. Da una foto satellitare vedo quello che sta succedendo. Una spirale da incubo di bassa pressione si sta per schiudere sulla Spagna. Ma l'alta pressione sarà presto di nuovo sullo stretto di Gibilterra fino a capo Palos, vicino a Cartagena. Spero sia in arrivo il momento che sto aspettando per salpare, sempre che il meteo non mi tradisca di nuovo.

Ho scovato diversi siti Internet che danno informazioni piuttosto attendibili.

www.eurometeo.com/italian/gfs-wz
www.ecmwf.int
www.sat.dundee.ac.uk
www.arl.noaa.gov/ready.html
www.meteoconsult.fr (attenzione, è a pagamento.)

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29 Ottobre 03

Da oggi ho 36 anni. Sono a Cartagena. Il mare mi aspetta ed io aspetto lui. 

Arrivero' dove arrivero'. 

Sto bene.

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31 Ottobre 03

La pressione è scesa, alle 3 del mattino, da 1010 mb a 991 mb. La coda delle pertubazioni continue di questi giorni si fa sentire con tutta la sua violenza. Il vento urla da lontano, finchè alle 6 del mattino il rollio in barca aumenta pericolosamente, diventando insostenibile. Esco in pozzetto per controllare gli ormeggi, e vedo la barca alla mia sinistra con le mura pericolosamente a portata della tagliente falchetta del Pargher.

L'equipaggio francese condivide i miei timori, ed insieme inventiamo un ormeggio degno di un peschereccio.

In seguito do' volta alla drizza del Gennaker ad una galloccia sul pontile, come fosse una normale cima d'ormeggio. Gli alberi delle barche incominciano a toccarsi, e fra le varie avarie di bordo avute sin d'ora, vorrei evitare di aggiungere qualche guaio alle crocette.

Sul pontile che dà sulla città, le barche con il vento al traverso tormentano i parabordi ormai scoppiati, cigolando come cardini. Un bittone si è spaccato per via della pressione esercitata dalle cime di un grosso veliero.

 

Sui pontili minori alcune barche da pesca sono finite sul molo, spinte dalla rabbia delle onde.

 

Sulla diga Foranea piu' esterna, gli spruzzi delle onde sovrastano i piccoli stabili della capitaneria.

 

Gli ormeggi sono a posto. Ormai non resta che aspettare, in silenzio.

 

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