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Sul pontile 5 del marina di Cartagena si è creato un piccolo mondo con regole tutte sue. Un mondo dove la gente, spontanea ed amichevole, offre ed accetta quello che c'è. Mike e Regina hanno preso con gioia una bottiglia di rum già iniziata, io non avevo altro a bordo e loro non si sono scandalizzati. A cena abbiamo mangiato insieme, giorni addietro, gli ultimi tranci della lampuga da me pescata con del salmone che a loro era avanzato. Steve e Sherley sostengono che in banchina non esistono nazionalità, culture diverse od altre stranezze. "Everybody is very practical", e quindi non perde tempo in stupidaggini, e con un minimo di sensibilità nessuno rimane ferito. Essendo l'unico italiano in porto ho cercato di tener alto l'onor di patria organizzando un "Pasta Party" a bordo della barca di Derek, una barca a motore costruita sullo stesso disegno dei pescherecci tradizionali, con tanto di stabilizzatori per le navigazioni difficili .
I "macaroni" al tonno preparati sulla cucina diesel Wallas (ma non puzza ? no non puzza e non fa fumo, e loro ci cucinano anche gli arrosti, alla faccia nostra !), incominciano ad attirare altre persone. Insomma alla fine siamo in dodici, ed io stressatissimo, cerco di cucinare per tutti, rispondendo ad una marea di domande sull'olio d'oliva, come è fatto e che colore dovrebbe avere. Mentre scolo la pasta parlo a Mike delle mie bestemmie ogni volta che cambio le vele con il rollafiocco, e lui mi fa vedere un aggeggio che consente di issare le vele di prua in pochi minuti. Lo guardo e mi ricordo di quel coso su qualche catalogo sperduto della Plastimo, ma non l'ho mai visto montato su nessuna barca. Paul, di un paese vicino Amsterdam di cui ho già scordato il nome, mi chiede se conosco le stufe a carbone o diesel che vendono in Germania. Starebbero veramente bene sul Pargher! Devo andare ai boat show che fanno in Germania ed Inghilterra, e decisamente lasciar perdere Genova. Simona mi chiama al telefono preoccupata. "Hai calcolato bene le dosi ? Attento a non combinare guai. Ti rendi conto della responsabilità che hai ?". A dire il vero la pasta a me non sembra proprio un granchè, un po' "spatasciata "perchè nessuno aveva pentole abbastanza grandi, e per far mangiare tutti insieme ho pressato un po' troppo i "macaroni", come li chiama Steve con il suo splendido accento inglese. Io mi guardo bene dal correggerlo, visto come sto assassinando la sua lingua in questi giorni. "Pasta is ready !". Nessuno protesta, alla fine, anzi. Assaggio perplesso e poi finisco per farne fuori una scodella intera. In barca è tutto piu' buono.
Quando chedi a tutti cosa faranno dopo, ognuno alza le spalle con un sorriso...
Sono giorni che studio le carte meteo, meticolosamente, aspettando il momento buono. Alla fine decido di partire oggi pomeriggio. Preparo la barca, esco dal porto e 35 nodi mi fanno rientrare dopo poche ore. Un grosso cargo ridossato nella baia di Cartagena sembra quasi mi guardi sghignazzando. Il barometro era salito troppo in fretta ed il cielo era troppo terso e pulito, segno di tramontana imminente. Ma io non me ne ero accorto, accecato dai meteo e dalla voglia di partire.
Un vasto sistema depressionario sta attraversando questo pezzo di Mediterraneo. Oggi in porto c'è un forza 6, fuori non lo so e non lo voglio sapere. Domani e dopo dovrebbe esserci un bel forza 9 con groppi a 65 nodi. Lo ascoltero' dal porto.
Ho scovato diversi siti Internet che danno informazioni piuttosto attendibili. www.eurometeo.com/italian/gfs-wz
Da oggi ho 36 anni. Sono a Cartagena. Il mare mi aspetta ed io aspetto lui. Arrivero' dove arrivero'. Sto bene.
L'equipaggio francese condivide i miei timori, ed insieme inventiamo un ormeggio degno di un peschereccio. In seguito do' volta alla drizza del Gennaker ad una galloccia sul pontile,
come fosse una normale cima d'ormeggio. Gli alberi delle barche incominciano a
toccarsi, e fra le varie avarie di bordo avute sin d'ora, vorrei evitare di
aggiungere qualche guaio alle crocette.
Gli ormeggi sono a posto. Ormai non resta che aspettare, in silenzio.
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