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Riporto per analisi successive la carta Hirlam con la situazione delle isobare del 31 Ottobre. Dati aggiuntivi della tempesta registrata dalle stazioni meteo locali:
Dati registrati dalla strumentazione di bordo del Pargher (in porto):
Dopo tanto tempo sono quasi stato adottato, dalla cittā e dal marina. Il cameriere del mio ristorante preferito mi abbraccia in mezzo alla sala per salutarmi con una passione tutta iberica, la signora dell'internet caffč mi dice di andare a trovarla in Argentina, dal pontile i miei amici sventolano una bandiera di cortesia italiana rimediata dio solo sa dove, insomma, come navigatore solitario sono un vero disastro !
L'alta pressione non lascia molto vento al Pargher, ed il motore mi soccorre come al solito. Ma stranamente non riesco a superare i tre nodi e mezzo di velocitā. Con questo mare dovrei farne tranquillamente sei e mezzo. Fermo il Pargher per dei controlli al motore ed ai livelli , e dopo circa 20 minuti riemergo dalla sala macchine disorientato, non trovando piu' la costa alla mia dritta. Il Pargher si č girato di quasi 180 gradi. Non ci sono dubbi, ho una corrente contraria di quasi due nodi e mezzo. Per avere una velocitā decente (quattro nodi e mezzo!) sono costretto a navigare a circa tre miglia dalla costa, dove l'intensitā della corrente si abbassa. Di notte la corrente scende a circa 0.5 nodi, consentendomi di recuperare il ritardo accumulato durante le ore diurne, ma la vicinanza alla costa mi impedisce di riposare come vorrei.. Speriamo che l'alta pressione mi copra ancora per qualche giorno...
"Il Meteoconsult dā un forza sette nel mare di Alboran, da est!". Simona mi chiama da casa, dove mi aiuta con il meteo via Internet. Niente da fare, la copertura meteo č terminata. Decido di fermarmi a Malaga, citata dal Portolano italiano come il piu' importante porto della costa meridionale spagnola. Secondo la carta spagnola esisterebbe inoltre un piccolo marina. Correggo la rotta, ed alle 04:00 del mattino ho a prua il porto di Malaga. L'entrata č talmente imponente che fatico a capire dove sia. La distanza fra la luce verde di dritta e la rossa č cosė ampia che ne cerco altre in mezzo, ma ad un miglio di distanza (e con l'ausilio del radar) mi rendo conto dell' errore, ed incomincio l'atterragio.
Dopo un po' di peripezie (il pontile č piu' alto della falchetta del Pargher di circa due metri), completo l'ormeggio. Un poliziotto sbuca da non so bene quale meandro del porto, mi saluta, e dice che l'ormeggio č a pagamento. "Ma come, in un porto commerciale!", protesto. Il poliziotto č inflessibile, e chiede il nome della barca, i documenti, e i metri quadrati del Pargher. Me lo guardo a bocca aperta, abituato a ragionare in termini di lunghezza fuori tutta, pescaggio e baglio massimo. Mi guarda anche lui, divertito dalla situazione, con l'ormeggiatore arrivato in seguito che scruta il Pargher come se fosse una sorta di piccolo canotto con la vela, e decidiamo di rimandare il tutto di qualche ora, quando arriverā il suo collega, verso le 10:00 del mattino. Lo ringrazio, grato di poter avere a disposizione qualche ora di sonno, e crollo in cuccetta, cotto a dovere dopo due notturne. Mi sveglio di soprassalto alle 09:30. Un imperioso bussare sulla coperta del Pargher non lascia dubbi, č arrivato il momento di pagare. "Quaranta euro ?". Il tizio mi spiega che č un porto commerciale, che anche se piccolo occupo lo spazio di una petroliera, che il pagamento include una tassa una tantum che mi autorizza ad ormeggiare in altri porti come quello (pagando comunque la notte, senza acqua, corrente nč servizi!), e che se non mi sta bene posso anche andarmene a Benalmādena, attrezzato invece per il diporto.
"Italiano loco !" (Roxana, Emiliano, si scrive cosė ?), e stacca la fattura.
Doccia in pozzetto (con l'acqua scaldata sui fornelli, un freddo cane ed i militari che sghignazzano guardando le loro colleghe che si girano imbarazzate), zaino in spalla e via per la mia piccola avventura
Il forza sette non si č visto, nč il giorno prima nč la notte, ed io ho perso un sacco di tempo prezioso. Simona mi aiuta ancora con il meteo, consultando altri siti. Decido di ripartire. Appena fuori da Malaga, l'unico preavviso di una pertubazione da est arriva da un'onda lunga piuttosto importante. Una di queste maledette onde mi coglie di sorpresa mentre sto per aprire la randa, scivolo, e rompo il braccio del timone automatico. Sono costretto a fermarmi ancora. Il morale č sottoterra, ed arrivo sconsolato a Benalmādena. Riesco ad aggiustare il timone e questo mi risolleva, ma non manda via la stanchezza residua. Mi riposo, e la sera, verso le 08:00, decido di ripartire ancora per Gibilterra.
Verso le 02:00 del mattino la preannunciata burrasca arriva. Mi sveglio, perchč sento che il Pargher fatica a tenere la rotta. Il mare si č ingrossato. Prima 17 nodi al gran lasco, poi 23. Chiudo la randa ed apro il genoa quasi completamente. La barra del timone č dura, ma il Pargher raggiunge la velocitā massima di 8.5 nodi, planando sulle onde. Decido di continuare il piu' possibile, aggrappato alla barra del timone, con la prua che ogni tanto si ingavona. Ma per arrivare a Gibilterra devo uscire dal ridosso offerto dalla costa, prendendomi tutto il mare che il forza 7 č riuscito ad alzare con il vento che ormai tocca i 30 nodi.
Salgo sulla diga foranea e guardo lontano, di fronte a me, la Punta d'Europa. Dodici miglia da Gibilterra, meno di 90 da Cadice, e pochi metri dal mio Pargher.
I ritmi sono rallentanti, la tensione che provavo a Cartagena, immobilizzato in porto, č sparita. Ora mancano poche ore a Gibilterra. Sotogrande č un buon porto, anche a prezzi ragionevoli, ma il posto č privo di carattere. Mentre sistemo meglio l'ormeggio e mi fumo una sigaretta sul pontile, incrocio una coppia che mi saluta in inglese. Li saluto, facendo un paio di commenti sul tempo, e loro si fermano a chiaccherare. Brian e Doreen, con il loro OTO, sloop autocostruito in acciaio, sono anni che girano il mare, hanno giā fatto due volte il giro del mondo. Ora la barca č in vendita, per tornare in Inghilterra e comprare un camper. Del mondo hanno visto solo le coste, in fondo, e vorrebbero vederlo adesso piu' dall'interno. Mi sembra un'esigenza piu' che giustificata!
Stiamo a parlare per ore, e le cose che imparo, i piccoli trucchi di chi vive in barca e naviga per tanto tempo, sono una quantitā. Guardo il piccolo Autohelm 1000 che porta con disinvoltura anche con tempi burrascosi una barca di 13 tonnellate, collegata al timone a vento Aries, come il mio. Viste le disavventure avute con il timone automatico a bordo, quella sarā sicuramente una soluzione che adottero' a bordo del Pargher. La cosa che sorprende di Brian e Doreen č la semplicitā con la quale raccontano le loro avventure, e davanti ad un caffč mi parlano di quando sono stati invitati alla festa di compleanno del principe delle isole Tonga. Colpisce anche l'estremo tatto con il quale Brian mi dā suggerimenti preziosi per il mio Pargher. Li trovero' di nuovo a Gibilterra, per un piatto di spaghetti insieme, ed un ultimo saluto.
Salpo per Gibilterra, verso le 2 del pomeriggio. Riesco anche a veleggiare senza l'ausilio del motore, sfruttando le leggere brezze. Non ho fretta.
Dopo essermi avvicinato ai vari negozi di elettronica, supermercati e ship chandlers, mi chiedo chi abbia messo in giro la voce che Gibilterra sia economica! Probabilmente, dopo aver levato le tasse dalle varie merci, qualcuno ha creduto bene di raddoppiare il prezzo di ogni cosa... Qualche esempio ? 1 ora in un Internet caffč a Cartagena costa 1 euro, mentre a Gibilterra costa 2 sterline inglesi. Un buon vino rosso spagnolo a Cartagena costa circa 1.5 euro, mentre a Gibilterra ho trovato la stessa marca per 4 sterline inglesi. Il mio tanto agognato impianto SSB qui a Gibilterra costa circa 2500 sterline inglesi, mentre la stessa apparecchiatura in Italia costa meno della metā (includendo anche le tasse). Rimando ogni acquisto impegnativo a Cadice, ed approfitto delle belle giornate per incominciare a preparare il mio Pargher per il sonno invernale. Finalmente vado a prendere Simona alla Linea, il paese di confine con Gibilterra, ed insieme visitiamo la rocca di Gibilterra, durante il fine settimana.
Presto il Pargher lascerā il Mare Nostrum...
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