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  1. 01 Novembre 03 : Analisi di una tempesta
  2. 02 Novembre 03 : Partenza da Cartagena
  3. 03 Novembre 03 : Il Pargher a tre nodi
  4. 04 Novembre 03 : Atterraggio a Malaga
  5. 05 Novembre 03 : Stop tecnico a Benalmādena e nuova ripartenza
  6. 06 Novembre 03 : Sotogrande : a 12 miglia da Gibilterra
  7. 07 Novembre 03 : Una barca fuori dall'ordinario... 
  8. 08 Novembre 03 : Arrivo a Gibilterra
  9. 15 Novembre 03 : La Rocca

Dal 01 Agosto 03 al 15 Agosto 03

Dal 16 Agosto 03 al 31 Agosto 03

Dal 01 Settembre 03 al 15 Settembre 03

Dal 15 Settembre 03 al 30 Settembre 03

Dal 01 Ottobre 03 al 15 Ottobre 03

Dal 15 Ottobre 03 al 31 Ottobre 03

Dal 15 Novembre 03 al 30 Novembre 03

Aggiornato il: 23-03-06

01 Novembre 03

Riporto per analisi successive la carta Hirlam con la situazione delle isobare del 31 Ottobre. 

Dati aggiuntivi della tempesta registrata dalle stazioni meteo locali:

bulletPressione: in discesa dalle 12:00 AM UTC del 30 Ottobre alle 04:00 AM del 31 Ottobre UTC da 1005 mb ad 990 mb.
bulletVento WSW media 35 nodi con groppi fino a 65 nodi in porto. Al largo forza 9, con groppi fino a 65 nodi (fonte Meteoconsult)

Dati registrati dalla strumentazione di bordo del Pargher (in porto):

bulletPressione massima registrata il 30 Ottobre , ore 10:00 UTC circa di  1009 mb.
bulletPressione minima registrata ore 04:00 UTC di 990 mb.
bulletVento WSW, di velocitā variabile da 10 nodi a 68 nodi con medie di 30 nodi

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02 Novembre 03

Lascio Cartagena dopo quasi tre settimane di fermo, rotta per Gibilterra.

Dopo tanto tempo sono quasi stato adottato, dalla cittā e dal marina.

Il cameriere del mio ristorante preferito mi abbraccia in mezzo alla sala per salutarmi con una passione tutta iberica, la signora dell'internet caffč mi dice di andare a trovarla in Argentina, dal pontile i miei amici sventolano una bandiera di cortesia italiana rimediata dio solo sa dove, insomma, come navigatore solitario sono un vero disastro !

 

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03 Novembre 03

L'alta pressione non lascia molto vento al Pargher, ed il motore mi soccorre come al solito. Ma stranamente non riesco a superare i tre nodi e mezzo di velocitā. Con questo mare dovrei farne tranquillamente sei e mezzo. 

Fermo il Pargher per dei controlli al motore ed ai livelli , e dopo circa 20 minuti riemergo dalla sala macchine disorientato, non trovando piu' la costa alla mia dritta. Il Pargher si č girato di quasi 180 gradi.

Non ci sono dubbi, ho una corrente contraria di quasi due nodi e mezzo. Per avere una velocitā decente (quattro nodi e mezzo!) sono costretto a navigare a circa tre miglia dalla costa, dove l'intensitā della corrente si abbassa. 

Di notte la corrente scende a circa 0.5 nodi, consentendomi di recuperare il ritardo accumulato durante le ore diurne, ma la vicinanza alla costa mi impedisce di riposare come vorrei..

Speriamo che l'alta pressione mi copra ancora per qualche giorno...

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04 Novembre 03

"Il Meteoconsult dā un forza sette nel mare di Alboran, da est!". Simona mi chiama da casa, dove mi aiuta con il meteo via Internet. Niente da fare, la copertura meteo č terminata. Decido di fermarmi a Malaga, citata dal Portolano italiano come il piu' importante porto della costa meridionale spagnola. Secondo la carta spagnola esisterebbe inoltre un piccolo marina.

Correggo la rotta, ed alle 04:00 del mattino ho a prua il porto di Malaga. L'entrata č talmente imponente che fatico a capire dove sia. La distanza fra la luce verde di dritta e la rossa č cosė ampia che ne cerco altre in mezzo, ma ad un miglio di distanza (e con l'ausilio del radar) mi rendo conto dell' errore, ed incomincio l'atterragio.

Il piccolo porticciolo turistico č pieno come un uovo, e risulterā in seguito essere in realtā un club privato. L'unico posto disponibilč č un ormeggio all'inglese fra un rimorchiatore ed una nave da guerra. 

Dopo un po' di peripezie (il pontile č piu' alto della falchetta del Pargher di circa due metri), completo l'ormeggio.

Un poliziotto sbuca da non so bene quale meandro del porto, mi saluta, e dice che l'ormeggio č a pagamento. "Ma come, in un porto commerciale!", protesto. Il poliziotto č inflessibile, e chiede il nome della barca, i documenti, e i metri quadrati del Pargher.

Me lo guardo a bocca aperta, abituato a ragionare in termini di lunghezza fuori tutta, pescaggio e baglio massimo. 

Mi guarda anche lui, divertito dalla situazione, con l'ormeggiatore arrivato in seguito che scruta il Pargher come se fosse una sorta di piccolo canotto con la vela, e decidiamo di rimandare il tutto di qualche ora, quando arriverā il suo collega, verso le 10:00 del mattino.

Lo ringrazio, grato di poter avere a disposizione qualche ora di sonno, e crollo in cuccetta, cotto a dovere dopo due notturne.

Mi sveglio di soprassalto alle 09:30. Un imperioso bussare sulla coperta del Pargher non lascia dubbi, č arrivato il momento di pagare.

"Quaranta euro ?". Il tizio mi spiega che č un porto commerciale, che anche se piccolo occupo lo spazio di una petroliera, che il pagamento include una tassa una tantum che mi autorizza ad ormeggiare in altri porti come quello (pagando comunque la notte, senza acqua, corrente nč servizi!), e che se non mi sta bene posso anche andarmene a Benalmādena, attrezzato invece per il diporto.

Mi guardo intorno, Malaga č splendida, il porto č splendido, ed ha un fascino incredibile. Il poliziotto sta per andarsene, convinto di avermi persuaso a salpare, ma lo fermo e pago.

"Italiano loco !" (Roxana, Emiliano, si scrive cosė ?), e stacca la fattura.

 

Doccia in pozzetto (con l'acqua scaldata sui fornelli, un freddo cane ed i militari che sghignazzano guardando le loro colleghe che si girano imbarazzate), zaino in spalla e via per la mia piccola avventura

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05 Novembre 03

Il forza sette non si č visto, nč il giorno prima nč la notte, ed io ho perso un sacco di tempo prezioso. Simona mi aiuta ancora con il meteo, consultando altri siti. Decido di ripartire.

Appena fuori da Malaga, l'unico preavviso di una pertubazione da est arriva da un'onda lunga piuttosto importante. Una di queste maledette onde mi coglie di sorpresa mentre sto per aprire la randa, scivolo, e rompo il braccio del timone automatico.

Sono costretto a fermarmi ancora. Il morale č sottoterra, ed arrivo sconsolato a Benalmādena. Riesco ad aggiustare il timone e questo mi risolleva, ma non manda via la stanchezza residua. Mi riposo, e la sera, verso le 08:00, decido di ripartire ancora per Gibilterra.

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06 Novembre 03

Verso le 02:00 del mattino la preannunciata burrasca arriva. Mi sveglio, perchč sento che il Pargher fatica a tenere la rotta. Il mare si č ingrossato. Prima 17 nodi al gran lasco, poi 23. Chiudo la randa ed apro il genoa quasi completamente. La barra del timone č dura, ma il Pargher raggiunge la velocitā  massima di 8.5 nodi, planando sulle onde.

Decido di continuare il piu' possibile, aggrappato alla barra del timone, con la prua che ogni tanto si ingavona. Ma per arrivare a Gibilterra devo uscire dal ridosso offerto dalla costa, prendendomi tutto il mare che il forza 7 č riuscito ad alzare con il vento che ormai tocca i 30 nodi. 

Sotogrande č l'ultimo porto, decido in fretta ed atterro nel grosso marina. Le previsioni mi danno ragione, il vento rinforza ancora, ed altre barche riparano dopo di me.

Salgo sulla diga foranea e  guardo lontano, di fronte a me, la Punta d'Europa. Dodici miglia da Gibilterra, meno di 90 da Cadice, e pochi metri dal mio Pargher.

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07 Novembre 03

I ritmi sono rallentanti, la tensione che provavo a Cartagena, immobilizzato in porto, č sparita. Ora mancano poche ore a Gibilterra. 

Sotogrande č un buon porto, anche a prezzi ragionevoli, ma il posto č privo di carattere. Mentre sistemo meglio l'ormeggio e mi fumo una sigaretta sul pontile, incrocio una coppia che mi saluta in inglese. Li saluto, facendo un paio di commenti sul tempo, e loro si fermano a chiaccherare.

Brian e Doreen, con il loro OTO, sloop autocostruito in acciaio, sono anni che girano il mare, hanno giā fatto due volte il giro del mondo. Ora la barca č in vendita, per tornare in Inghilterra e comprare un camper. Del mondo hanno visto solo le coste, in fondo, e vorrebbero vederlo adesso piu' dall'interno. Mi sembra un'esigenza piu' che giustificata!

Entro dentro la loro barca, e la sensazione immediata che ne  ricevo č di calore e comfort, unito al gusto tradizionale con il quale sono arredate le case in Inghilterra. Mi guardo intorno, colpito dalla bellezza della stufa a gasolio, dalla lampada  e dalla cucina, entrambi funzionanti a paraffina.

 

      

Il pannello elettrico dell'mbarcazione ha un aspetto d'altri tempi, ma č funzionale, robusto e ben progettato. Poi Brian mi spiega finalmente come usare lo Star Finder in modo appropriato. Quando lui ha incominciato le sue prime navigazioni il GPS non esisteva ancora, ed ha due sestanti a bordo, uno di metallo ed uno in plastica, di rispetto.

Stiamo a parlare per ore, e le cose che imparo, i piccoli trucchi di chi vive in barca e naviga per tanto tempo, sono una quantitā.

Guardo il piccolo Autohelm 1000 che porta con disinvoltura anche con tempi burrascosi una barca di 13 tonnellate, collegata al timone a vento Aries, come il mio. Viste le disavventure avute con il timone automatico a bordo, quella sarā sicuramente una soluzione che adottero' a bordo del Pargher.

La cosa che sorprende di Brian e Doreen č la semplicitā con la quale raccontano le loro avventure, e davanti ad un caffč mi parlano di quando sono stati invitati alla festa di compleanno del principe delle isole Tonga. Colpisce anche l'estremo tatto con il quale Brian mi dā suggerimenti preziosi per il mio Pargher.

Li trovero' di nuovo a Gibilterra, per un piatto di spaghetti insieme, ed un ultimo saluto.

     

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08 Novembre 03

Salpo per Gibilterra, verso le 2 del pomeriggio. Riesco anche a veleggiare senza l'ausilio del motore, sfruttando le leggere brezze. Non ho fretta.

Dopo un paio d'ore la rocca di Gbilterra č giā visibile, circondata dalle numerose navi alla fonda. Questa terra di confine mi ospiterā per circa una settimana. Approfittero' dei numerosi ship chandler per acquistare un po' di attrezzature per il Pargher. 

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15 Novembre 03

Dopo essermi avvicinato ai vari negozi di elettronica, supermercati e ship chandlers, mi chiedo chi abbia messo in giro la voce che Gibilterra sia economica!

Probabilmente, dopo aver levato le tasse dalle varie merci, qualcuno ha creduto bene di raddoppiare il prezzo di ogni cosa...

Qualche esempio ? 1 ora in un Internet caffč a Cartagena costa 1 euro, mentre a Gibilterra costa 2 sterline inglesi. Un buon vino rosso spagnolo a Cartagena costa circa 1.5 euro, mentre a Gibilterra ho trovato la stessa marca per 4 sterline inglesi.

Il mio tanto agognato impianto SSB qui a Gibilterra costa circa 2500 sterline inglesi, mentre la stessa apparecchiatura in Italia costa meno della metā (includendo anche le tasse).

Rimando ogni acquisto impegnativo a Cadice, ed approfitto delle belle giornate per incominciare a preparare il mio Pargher per il  sonno invernale. 

Finalmente vado a prendere Simona alla Linea, il paese di confine con Gibilterra, ed insieme visitiamo la rocca di Gibilterra, durante il fine settimana.

Africa ed Europa si fondono in un'unico orizzonte, e mentre intorno a noi saltellano in cerca di cibo alcune  piccole scimmie, ci perdiamo in una grotta piena di stalattiti e stalagmiti, dove č stato costruito un piccolo anfiteatro.

E' un giro breve, ma interessante, dove la fantasia corre lontana, suggestionata sia dal panorama che dai monumenti simbolici, come quello dedicato alle Colonne d'Ercole.

Presto il Pargher lascerā il Mare Nostrum...

 

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